Zanardi, parla il medico che gli salvò la vita: Alex affronterà alti e bassi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:56

A esprimersi sulle condizioni del campione Alex Zanardi è Robusto Biagioni, il medico d’urgenza dell’elisoccorso che ha stabilizzato Zanardi immediatamente dopo l’incidente: “Non bisogna esagerare con l’ottimismo ma allo stesso tempo neppure cadere nel peggior pessimismo se Alex ha avuto un aggravamento ed è tornato in terapia intensiva”.

Alex Zanardi

Alex Zanardi è ricoverato da venerdì all’ospedale San Raffaele di Milano. Il campione ha dovuto affrontare un improvviso peggioramento delle condizioni di salute, e si trova ora in terapia intensiva neurochirurgica. Zanardi si è aggravato già nella giornata di giovedì, quando i medici hanno registrato uno stato febbricitante. Nella nota del direttore sanitario Claudio Zanon si legge: “Dopo opportune consultazioni con il dottor Franco Molteni, responsabile del dipartimento di riabilitazione Specialistica Villa Beretta, struttura afferente all’ospedale Valduce, dove il paziente era degente dal 21 luglio, e gli specialisti di riferimento, è stato disposto il trasferimento dello stesso, con adeguati mezzi e adeguata assistenza, presso il reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Raffaele di Milano”.

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Ora, come riportato dal Corriere, a commentare la notizia del peggioramento c’è anche il medico Robusto Biagioni, non uno qualsiasi: si tratta del medico d’urgenza dell’eliosoccorso che ha stabilizzato Alex subito dopo l’incidente: “In questi casi, l’evoluzione clinica procede in un modo che definiamo ondulatorio, con riprese che vanno oltre le più ottimistiche aspettative e peggioramenti improvvisi che possono lasciare sconcertati”. Insomma, ogni forma di cambiamento delle condizioni di salute di Zanardi, giunti a questo stadio, rientra in un quadro prevedibile, per quanto sconcertante. “Non bisogna esagerare con l’ottimismo ma allo stesso tempo neppure cadere nel peggior pessimismo se Alex ha avuto un aggravamento ed è tornato in terapia intensiva. Passaggi del genere potrebbero accadere ancora per un anno, la letteratura scientifica ce lo insegna”.

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zanardi

Biagioni parla dall’alto della sua lunga esperienza sul campo: il medico, responsabile del 118 della zona di Grosseto, vanta quarant’anni di professione, di cui trenta spesi nella medicina di emergenza ed eliosoccorso. Per quanto riguarda il suo legame con Zanardi, fu uno tra i primi ad arrivare sul posto dell’incidente, e accompagnò il campione fino al Policlinico Le Scotte di Siena, per il primo intervento al cervello. Ora, in virtù della sua esperienza pregressa e di quanto in sua conoscenza sulla condizione di Zanardi, Biagioni spiega: “I pazienti che hanno subito traumi simili a quello di Alex possono affrontare delle fasi di peggioramento, ma anche avere straordinari e repentini miglioramenti, perfino quando sembra che le condizioni respiratorie siano pregiudicate”.

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In genere, ora bisognerà prestare attenzione a due fattori: la condizione neurologica e quella relativa agli organi interni. Per quanto riguarda il primo punto, le condizioni di Zanardi diventeranno più intellegibili solo nel corso del tempo. Per quanto riguarda gli organi vitali, invece, possono “avere continue oscillazioni. C’è un’evoluzione costante dei parametri vitali”. Proprio per questo “non è possibile fare un bilancio delle funzioni vitali in una fase così delicata. L’immobilizzazione stessa è un fattore di rischio anche per un soggetto sano, figuriamoci per chi ha subito tre interventi chirurgici come Zanardi. Ogni paziente risponde in modo soggettivo”. Sulle tempistiche della fase ondulatoria, le variabili capaci di influenzare la durata di questo tipo di stadio sono molte: “Anche sei mesi o un anno, dipende dal paziente e dai danni che ha subito. In questo periodo Zanardi è in pericolo di vita e lo sarà ancora fino a quando le oscillazioni diventeranno più leggere: solo allora la situazione diventerà stabile. Ma questo non significa che il paziente sarà guarito definitivamente”. Poi, solo a quel punto, si potrà passare all’analisi del quadro neurologico e a una riabilitazione in tal senso.