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Salvini al convegno sul Covid senza mascherina:”Non ce l’ho e non la metto”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:41
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Salvini al convegno sul Covid senza mascherina:”Non ce l’ho e non la metto”. Il leader della Lega:”Saluto con il gomito è la fine della specie umana”

Salvini al convegno sul Covid senza mascherina:"Non ce l'ho e non la metto"
Salvini al convegno sul Covid senza mascherina:”Non ce l’ho e non la metto”(GettyImages)

Il leader della Lega Matteo Salvini ha preso parte a un convegno sul Covid in Senato organizzato dal senatore Armando Siri e dal critico d’arte e senatore Vittorio Sgarbi, denominato “Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti“. L’ex ministro dell’Interno è arrivato al convegno senza mascherina (“Non ce l’ho e non la metto”) e quando un commesso del Senato gli chiede di indossarla come da regola, il suo collaboratore gliene passa una ma lui la tiene in tasca e prosegue nel suo intervento. “C’è la sensazione di essere in un ritrovo di carbonari, di negazionisti“, afferma Salvini, “ma la libertà di pensiero è il primo bene a rischio qui in Italia: io però se uno mi allunga la mano per salutarmi, mi autodenuncio e la mano gliela do comunque. Basta coi bollettini del contagio: sono terrorismo mediatico“.

“Il saluto col gomito è la fine della specie umana”, aggiunge il leader leghista. Al convegno è intervenuto anche il noto tenore Andrea Bocelli:”Non si tratta di essere negazionisti, si tratta di ricercare il buonsenso“, spiega. “Io mi sono sentito umiliato e offeso dal lockdown e per questo, l’ammetto, ho disobbedito, sono uscito di casa nei mesi scorsi nonostante i divieti. Ho avuto anche dei contrasti in famiglia con i miei figli, loro mi hanno detto: Papà, pensa alla Tosca, lascia decidere ai virologi, agli scienziati, cosa è meglio fare… Ma io no, non mi sono arreso e ho chiamato vari leader politici per confrontarmi con loro: Matteo Renzi, lo stesso Salvini, Silvio Berlusconi, tutti quelli che conoscevo insomma, nel tentativo di creare un fronte trasversale, fatto di persone di buon senso, per fare qualcosa tutti insieme. Ora, però, spero che il governo ci pensi prima di prendere nuove misure, di stabilire nuove chiusure. Non posso pensare alla celerità con la quale sono state chiuse le scuole mentre le discoteche si sono di nuovo riempite. Perciò mi preme rivolgere un appello: bisogna riaprire le scuole e riprendere i libri in mano. Non posso pensare che i nostri ragazzi, io ho una figlia di 8 anni, debbano trovarsi in classe con la mascherina. Conosco tanta gente, ma non conosco nessuno che sia andato in terapia intensiva: perché tanta gravità?”. 

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Sempre al convegno, sono intervenuti anche i giuristi Sabino Cassese e Michele Ainis:”Non possiamo negare che ci sia una pandemia mondiale con oltre 16 milioni di persone contagiate“, spiega Ainis, “ma dobbiamo anche ammettere che in Italia sono state violate alcune libertà costituzionali. Nel nostro sistema è compito del Parlamento dichiarare l’emergenza non del governo. Nella prima parte della crisi le Camere invece sono rimaste mute, mentre il governo ha abusato nell’uso dei Dpcm. Il virus della decretite ha infettato il nostro ordinamento”. 

Ecco perché, dice Cassese, se non in caso di comprovato pericolo, “non si può prorogare lo stato di emergenza fino al 31 ottobre“, come invece intende fare il governo Conte. Secondo Sgarbi, infine, “Le istituzioni dovrebbero ascoltare anche la voce di chi dice da settimane che in Italia il Covid non c’è più . Esiste un rapporto ufficiale del governo tedesco che definisce il Covid 19 come falso allarme globale”. Sgarbi auspica l’elaborazione di un manifesto della verità e di “un comitato scientifico alternativo a quello istituzionale del governo” formato da medici, biologi, giuristi, scienziati, ricercatori ecc. che portino il Paese verso un reale ritorno alla normalità senza mascherine. A questo gruppo dovrebbe prendere parte anche il prof. Alberto Zangrillo (direttore terapia intensiva San Raffaele di Milano) che in video collegamento dice:”Ho già detto che dal 31 maggio il virus è clinicamente inesistente e questa mia affermazione è condivisa da molti colleghi. Forse ho sbagliato i toni con cui l’ho detto e chiedo scusa, ma finora nessuno è riuscito a confutare le mie parole».