Il Vangelo del giorno | Mercoledì 5 agosto 2020 | La fede di una madre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:44

Commento al Vangelo di oggi mercoledì 5 agosto 2020 – 18.a Settimana del Tempo Ordinario – Anno Pari

Il Vangelo del giorno | Mercoledì 5 agosto 2020 – meteoweek.com

La madre che implora con forza e umiltà l’aiuto di Dio anche quando Egli ci mette alla prova, ci dà un esempio di fiducia nell’amore di un Dio buono, il cui cuore si commuove sempre per i nostri dolori, difende i diritti dei piccoli ed esaudisce le nostre preghiere.

Liturgia della Parola

  • Ger 31,1-7; Cant. Ger 31,10-13; Mt 15,21-28

IL VANGELO DEL GIORNO

+ Dal Vangelo secondo Matteo 15,21-28

In quel tempo, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore, – disse la donna – eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Parola del Signore.

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Commento

Gesù in questo Vangelo ci chiama alla fede e all’umiltà di una povera donna. Si tratta di una madre preoccupata per la figlia, che viene tormentata dal male e supplica l’aiuto di Gesù, anche se sembra non ascoltarla. Intanto i discepoli, quasi infastiditi dalla sua supplica, chiedono a Gesù di esaudirla.

Gesù, che conosce i cuori ed ogni cosa, mette tutti alla prova dando a vedere a questa donne che non può esaudirla. La definizione data alla donna nel Vangelo, “Cananea” vuol dire “sirofenicia”, “greca”, quindi pagana.

Gesù inizialmente sembra impassibile ma lei, stretta dal dolore, umilmente insiste nel supplicarlo, paragonandosi ai cani che hanno diritto alle briciole delle mense padroni. Questo perché grande è la sua fede, perché crede in Lui e non si fa spaventare né si scoraggia ad un primo rifiuto.

Così Gesù, che ha visto fin dove l’amore di una madre si spinge e spinge il proprio cuore a implorare con umiltà e fiducia l’amore di Dio, la esaudisce e loda la sua grande fiducia, che ha resistito perfino a un primo apparente rifiuto di Dio, facendo intendere a tutti i suoi discepoli che Dio non fa differenze di pagani o credenti. Un Dio buono il cui cuore si commuove sempre per i nostri dolori e difende i diritti dei piccoli.