Viale del Tramonto | il capolavoro di Billy Wilder festeggia 70 anni

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:45

Quest’anno si festeggiano i 70 anni del bellissimo film Viale del Tramonto diretto da Billy Wilder. 

È il caso di dire: “70 e non sentirli!”. Il capolavoro diretto da Billy Wilder, Viale del Tramonto festeggia una cifra tonda che teoricamente dovrebbe dimostrare quanto il cinema sia in costante evoluzione con storie sempre nuove e talvolta indimenticabili. In realtà, con questo film, si respira un’aria profondamente contemporanea, per una serie di motivi che tra poco vi dirò.

Il cuore della narrazione, il motivo di alcune scelte registiche e di sceneggiatura sono gli ingranaggi perfetti di una macchina, che ancora oggi, cammina perfettamente senza bisogno di accorgimenti per rimetterla in sesto.

La profonda attualità, per quanto riguarda il mondo del cinema, così come viene mostrato al pubblico, rende questo lungometraggio in bianco e nero, una pietra miliare del cinema internazionale. Candidato agli Oscar del 1950 in ben 11 categorie, riuscì a portarne a casa 3, come Miglior sceneggiatura originale, Miglior scenografia e Miglior colonna sonora.

Qual è il segreto del successo di Viale del Tramonto?

“Io sono sempre grande è il cinema che è diventato piccolo”. Se c’è un elemento che più di altri, mi ha sempre fatto pensare a questo film come un gioiello inestimabile, sono i dialoghi. In particolar modo, le frasi pronunciate dall’attrice del cinema muto Norma Desmond (Gloria Swanson), ricordando i bei tempi ormai andati e superati con l’avvento del sonoro, fanno riflettere.

“Un tempo con il nostro mestiere gli occhi del mondo erano stregati da noi. Ma non era sufficiente per loro, dovevano impadronirsi anche degli orecchi. Così aprivano le loro bocche bestiali e vomitavano parole. Avevano degli idoli e li hanno frantumati”. 

In questo breve sfogo dell’ex Diva del muto, è una chiara denuncia a quello che il sonoro ha portato con il suo avvento. Come una macina, ha distrutto tutto quello costruito fino a quel momento, apportando modifiche importanti non solo al comparto tecnico dei film, ma anche tra gli attori, i quali hanno dovuto lasciare il loro posto di Divi, a nuovi volti e per di più parlanti. Una critica efferata al cinema che proviene da un film diretto da un genio della regia cinematografica quale Billy Wilder.

Le critiche al regista e l’escamotage contro la censura

Di aneddoti legati a questo film ce ne sono un’infinità. Basta andare a fare delle ricerche e leggere le critiche dell’epoca per rendersi conto che se una parte lo elogiava, un’altra lo denigrava, per aver mostrato un lato oscuro e poco scintillante del mondo del cinema. In particolar modo, al regista venne detto senza mezzi termini, di aver sputato nel piatto dove stava mangiando da tempo e dove avrebbe continuato a mangiare, in vista di altri film.

Per quanto riguarda la censura, all’epoca l’organo che se ne occupava era davvero severo e non faceva scappare nulla, sotto la sua lente di ingrandimento. Per questo motivo, decisero, Wilder e il suo team di sceneggiatori, di mandare un po’ di fogli alla volta, da far esaminare. In questo modo era più facile aggirare l’ostacolo e mantenere la storia il più vicino possibile all’originale. Cosa vi fa pensare che il piano sia riuscito? Il fatto che nel 1950 la storia di un’ex diva di 50 anni avesse una relazione intima con Joe Gillis, un gigolò di 30 anni interpretato da William Holden. 

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La sinossi del film Viale del tramonto

La storia viene narrata al pubblico dal punto di vista del soggettista Joe Gillis, impiegato a Hollywood e rinvenuto nella piscina di una casa situata in Sunset Boulevard a Los Angeles. Attraverso un flashback di 6 mesi, il cadavere mostra in che modo è entrato in contatto con l’ex diva del cinema muto, Norma Desmond.

I due dopo essersi conosciuti in una strana circostanza, per un equivoco, iniziano a parlare e confidarsi. La prima è proprio l’attrice schiacciata dall’avvento del sonoro nel mondo del cinema. Fatto sta, che la donna perde la testa per il soggettista e camuffa questo suo interesse con il lavoro, invitandolo a trasferirsi nella sua lussuosa villa.

Dopo ripetute avances e regali da parte della Desmond, una sera dopo una discussione, l’attrice colpisce l’uomo che poi scappa dalla villa. A casa di un amico dal quale era andato per riposare, ritrova la dolce Betty, conosciuta tempo prima alla Paramount. Quando Joe chiama alla villa per farsi recapitare gli oggetti personali, viene a sapere che Norma ha tentato il suicidio dopo la sua partenza. Attanagliato dai sensi di colpa, decide di tornare sui suoi passi promettendole che non sarebbe più andato via.

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Chiaramente questo ‘contentino’ non gli vietata di frequentare la giovane Betty, con la quale trascorre sempre del tempo libero anche di notte. Gelosa come non mai l’attrice scopre la verità e decide di chiamare la rivale di vent’anni per dirgli la doppia identità del suo ‘innamorato’. Dopo questo ennesimo colpo basso, Joe decide di andarsene per sempre da lei e dalla villa. Norma non vuole accettare questa situazione e perciò gli spara tre colpi di pistola (due schiena e uno stomaco) cadendo di faccia nella piscina, come mostrato a inizio film.

A questo punto, giunta la polizia per indagare sull’omicidio, la diva Norma Desmond si dimostra una donna di spettacolo anche in questa occasione, la quale scendendo le scale con fare tronfio, verso il fotoreporter gli dice: “Sono pronta per il mio primo piano”.