Come potrebbero cambiare le condizioni di Alex Zanardi

Rita Formisano, Primario di Neuroriabilitazione presso la Fondazione Santa Lucia di Roma, ha dato alcune indicazioni importanti. Per Alex Zanardi, gli ultimi miglioramenti potrebbero essere decisivi.

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Le condizioni di Alex Zanardi continuano a tenere con il fiato sospeso tutti gli italiani. L’ex pilota di automobilismo, trasformatosi in handbiker dopo l’incidente di 18 anni fa, è ancora ricoverato al San Raffaele di Milano. L’incidente con il camion avvenuto in Toscana durante una gara amatoriale lo sta facendo combattere tra la vita e la morte. Tuttavia, l’equipe medica dell’ospedale milanese continua ad avere buone sensazioni, in base alle novità sull’iter farmacologico. Tanto da aver redatto un comunicato molto importante, quattro giorni fa.

Era il 19 agosto, quando è stata pubblicata una nota che ha certamente fatto tornare il sorriso. Anche perchè la sensazione è che Alex Zanardi stia lottando, ancora una volta, nella maniera giusta. “Il paziente – si legge nel comunicato dell’ospedale San Raffaele – ha risposto con miglioramenti clinici significativi. Per questa ragione attualmente è assistito e trattato con cure semi-intensive presso l’Unità Operativa di Neurorianimazione, diretta dal professor Luigi Beretta“. Dunque la speranza di veder risvegliare Alex resta, anzi cresce leggermente.

Nel frattempo ha preso la parola anche Rita Formisano. Si tratta del primario di Neuroriabilitazione presso la Fondazione Santa Lucia di Roma. Il luminare è stato intervistato dai colleghi del Corriere della Sera, provando a dire la sua pur non conoscendo il caso nello specifico. Così la Formisano, a proposito di situazioni simili a quella di Alex Zanardi dice che in genere il passaggio si verifica quando il paziente non ha più bisogno di avere una ventilazione meccanica per respirare. Si tratta, come svela il primario, di “persone che hanno bisogno di continuare comunque il monitoraggio delle funzioni vitali“.

In particolare si tratta di casi in cui potrebbe essere necessario tornare a monitorare lo stesso respiro, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa. Per questo motivo, come svela la dottoressa Formisano ci sono due iter che possono essere seguito. Il primo riguarda neuroriabilitazioni di alta specialità che, attraverso un’equipe multidisciplinare, sono in grado di guidare il recupero della respirazione e della deglutizione. Il secondo è rappresentato da una riabilitazione dopo il recupero della coscienza: questa consente di guidare la ripresa del contatto con l’ambiente esterno.

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La dottoressa Formisano ha fatto capire che si tratta, in entrambi i casi, di processi molto lunghi. Potrebbero durare mesi, ma nella migliore dei casi potrebbero bastare alcune settimane. Inoltre, non tutti i pazienti in terapia semi-intensiva, come nel caso di Alex Zanardi, devono essere tenuto in coma farmacologico. Ad esempio chi, come l’ex pilota, ha riportato un fracasso facciale, ha solo bisogno di essere sostenuto nella respirazione. Tuttavia, sono persone sveglie e coscienti. Oppure possono essere tenute in coma per poi essere risvegliate. In ogni caso, cresce l’ottimismo pur con una certa precauzione.