Scuola, le incognite del rientro: dai banchi al termoscanner, cosa c’è da sapere

A inizio settembre arriveranno i primi banchi dopo il bando del commissario Arcuri. I test sierologici per chi dovrà tornare a scuola vanno a rilento. E si discute anche sui viaggi in scuolabus, non sempre a distanza.

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Il rientro a scuola per milioni di persone in Italia, tra personale, docenti e studenti, si avvicina sempre di più. La data del 14 settembre è ormai stata circolata in rosso sui calendari di una grande fetta del nostro Paese. Ma non mancano le incognite, i dubbi e le perplessità su quella che sarà una riapertura molto attesa. Le scuole italiane saranno le osservate speciali, specialmente nei primi giorni in cui bisognerà far rispettare in maniere severa le norme in vigore. Per questo motivo, emergono una serie di aspetti sui quali è necessario fare luce sulla ripartenza della scuola.

In primis la questione dei banchi, per i quali si discute ancora e con ogni probabilità si continuerà a farlo. Il bando portato avanti dal commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri prosegue, seppur con tempistiche scaglionate. Si dice infatti che in alcune scuole della Capitale siano arrivati i primi banchi monoposto frutto di questo bando. Ma al tempo stesso, in alcuni istituti la spedizione verrà completata nei primi giorni di ottobre. Ciò vuol dire che, almeno per le prime due settimane a scuola, ci si dovrà arrangiare con elementi un po’ più datati. Ma poi tutto arriverà alla normalità.

In ogni caso, nel caso in cui si dovrà ricorrere ai classici banchi a due posti, i ragazzi saranno costretti alla mascherina. Ovviamente ciò non varrà nel caso in cui prenderanno posto nello stesso banco persone dello stesso nucleo familiare o che vivono insieme. Ma se le cose dovessero prolungarsi (ed è comunque l’ipotesi più remota) si dovrà ricorrere ad alcuni casi di didattica a distanza. Anche se nel frattempo un altro problema che emerge sul fronte della scuola, è quello che riguarda i test sierologici. Questi sono partiti nella giornata di lunedi, ma non proseguono in maniera fluida.

Tutte le Regioni si sono munite con i test da far effettuare ai docenti e al personale scolastico. Ma al momento emerge il problema legato ai medici di famiglia, i quali non sono tutti provvisti dei kit previsti. Intanto spunta anche il caso di alcuni sindacati dei medici, i quali hanno richiesto lo svolgimento dei test nelle scuole e nelle Asl, ma non negli ambulatori. Il motivo è presto detto: in primis una questione di sicurezza per gli altri pazienti che frequentano gli ambulatori, e poi per via di un controllo dei costi di sanificazione degli ambienti, in caso di pazienti positivi.

Le classi saranno più o meno così – meteoweek.com

Un altro problema riguarda il trasporto da casa a scuola per i ragazzi. Era previsto ieri un confronto tra il Governo e le regioni in cui questi ultimi hanno cercato di ottenere una deroga sul distanziamento a bordo dei bus. Deroga che non è stata concessa dall’esecutivo, con il Cts che ha ribadito la necessità di mantenere un metro di distanza tra due studenti. Anche nel caso in cui venga indossata la mascherina. Si è pensato anche al ricorso di separatori per consentire di accogliere più persone all’interno dei mezzi, ma è una soluzione remota e di difficile applicazione.

Tra le altre cose, un altro passaggio riguarda la misurazione della temperatura prima di andare a scuola. Questa andrà misurata a casa dai genitori, i quali dovranno premurarsi di non mandare i figli che hanno una temperatura superiore a 37 gradi. Il divieto di salire sullo scuolabus si estende non solo a chi ha sintomi influenzali, ma anche a chi negli ultimi 14 giorni ha avuto contatti con persone risultate positive. A proposito dei bus, si potrà mantenere la capienza massima solo nel caso di viaggi di durata inferiore a 15 minuti.

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La misurazione della temperatura resta comunque un tema molto importante in ottica scolastica. Proprio per avere una presenza più costante ai fianco di studenti, docenti, personale e dei loro familiari, alcune regioni si stanno muovendo in maniera autonoma. Come nel caso della Campania e del Lazio, che sta acquistando un numero ingente di termoscanner da fornire ai vari plessi. Non bastando la misurazione della temperatura a casa, questa verrà misurata una seconda volta all’ingresso a scuola. Perchè si sa, di questi tempi la sicurezza non è mai troppa.