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Cortina, parla 26enne positivo: “Mio tampone negativo e invece…”

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Cortina, parla 26enne positivo: “Mio tampone negativo e invece…”. Il giovane non ci sta a passare per “untore” e racconta come è andata

Cortina, parla 26enne positivo: "Mio tampone negativo e invece..."
Cortina, parla 26enne positivo: “Mio tampone negativo e invece…”

G.P.B., giovane di 26 anni risultato positivo al tampone dopo aver partecipato al Cortina Summer Party, non ci sta a passare per “untore”. In un colloquio con Il Gazzettino, il ragazzo, attualmente ricoverato alll’ospedale San Martino di Belluno per una polmonite (sta assumendo antibiotici e racconta di star meglio), racconta cosa è accaduto realmente. Il giovane, nato e domiciliato a Roma, residente in Sardegna ma con famiglia a Cortina d’Ampezzo, ha preso parte al Summer Party di Cortina il 20 agosto scorso ma era risultato negativo al tampone richiesto per chi fa rientro dalla Sardegna.

Sono partito dalla Sardegna“, dice G.P.B., “Costa Smeralda, il 17 agosto per andare da amici sull’isola di Albarella. Dopo una notte sono andato all’ospedale di Padova, con l’impegnativa del medico, e il 18 ho fatto il tampone Covid. Stavo benissimo e infatti il test è risultato negativo, come da referto del 19 pomeriggio”. 

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E a chi lo accusa di essersi comportato da irresponsabile ribatte:”Non saprei cosa avrei potuto fare di più. Ho attuato una serie di precauzioni, come anche quella di trascorrere una notte da amici e non andare direttamente da mia nonna. Ho l’App Immuni e non sono stato al Billionaire. Quando ho avuto il risultato negativo del tampone mi sono sentito libero di iniziare la mia vacanza: abbracciare la mia famiglia e partecipare a quella festa“.

Poi, l’inaspettato. “Il 22 agosto“, racconta ancora il 26enne, “ho iniziato ad avere febbre alta, più di 38, e ho chiamato l’ospedale di Belluno. Nel frattempo sono stato contattato da persone della Sardegna, mie dirette conoscenze, che erano positive. Essendo a casa di mia nonna ho richiamato l’ospedale di Belluno ponendo migliaia di domande. Ma le risposte sono state poche e sono rimasto a casa due giorni interi senza tampone. Ho saputo poi che questa mia amica con cui ero stato a contatto era positiva. L’ho detto all’Usl, ma ancora non è bastato: mi hanno chiesto di far scrivere al medico di medicina generale affinché certificasse tutto quello che ho detto. A un certo punto ho chiesto a mio padre di accompagnarmi a Belluno, dove mi sono presentato con l’impegnativa del medico per il tampone, che è risultato positivo e sono stato ricoverato”. 

Il giovane non sa cosa sarebbe avvenuto se non fossero insorti i sintomi del Coronavirus, ma di una cosa sembra certo:”Non so come sarebbe andata se non mi fossi mosso io, di spontanea iniziativa. Posso affermare per la mia esperienza che la volontà di farmi un tampone non c’è stata: sono stati due giorni in cui avevo la polmonite e ho messo a rischio non solo la mia salute ma quella di mia nonna e quelli che erano in casa con me, per sentirmi dire che sono irresponsabile che va in giro a Cortina. Il virus potrei averlo preso in Sardegna come nell’isola veneta o a Cortina“.

Quello che ha colpito il ragazzo lasciandolo “perplesso” è che “nessuno ti dice che se risulti negativo non sei per forza negativo e che c’è un periodo di incubazione. Lo ho anche detto all’ospedale: forse dovreste informare il paziente di questa cosa, mi han detto che ho ragione, ma non lo fanno. Che errore madornale dopo 8 mesi che siamo alle prese col Coronavirus. Ho 4 amici che hanno fatto sierologico e tampone, 3 su 4 hanno avuto sierologico negativo e tampone positivi. Fanno il tampone a tutti i bidelli a tutti gli insegnanti ma se uno è arrivato, ad esempio, dalla Sardegna, da meno di 15 giorni? È un’assurdità che non venga comunicato al paziente il rischio che c’è. Certo se avessi saputo che c’era questo periodo di incubazione non sarei andato da mia nonna“.