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Parla la madre di Carlo Acutis: “Mio figlio, un santo per il web”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:28
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Antonia Salzano, madre di Carlo Acutis, è tornata sul decesso del ragazzo ucciso dalla leucemia. Il 20 ottobre ci sarà il processo di beatificazione per lui. “Ricordo quando guarì una donna da un tumore al pancreas”, dice”.

carlo acutis
Carlo Acutis – meteoweek.com

La storia di Carlo Acutis è una di quelle che fanno riflettere. Il ragazzo fu stroncato da una leucemia che se lo portò via in meno di tre giorni, ma sono tante le vicende che lo riguardano da vicino. In particolare quelle che lo hanno visto intercedere spesso con le alte sfere della religiosità e del mondo cristiano. Tanto che Antonia Salzano, la madre, ha svelato tutte le volte in cui Carlo Acutis si è messo in contatto con l’aldilà. Una prova di grande fede e anche di doti sovrannaturali, che hanno reso il 15enne un ragazzo molto amato, non solo sul web.

Tanto che il prossimo 20 ottobre si terrà il processo di beatificazione di Carlo Acutis. Ne ha parlato proprio mamma Antonia, svelando anche un particolare relativo al corpo del figlio, che avrebbe dovuto essere guastato dalla malattia. “Io stavo lì, mio marito non volle vedere – ha dichiarato – . Era ancora il nostro ragazzone, alto 1,82, solo la pelle un po’ più scura, con tutti i suoi capelli neri e ricci. E lo stesso peso, quello che si era predetto da solo“. Una vita durata appena 15 anni ma che è stata particolarmente piena, quella di Carlo.

E la madre sostiene che ci sia un legame tra questa scoperta e un sogno, che ha visto protagonisti mamma e figlio: “Pochi giorni dopo il funerale, all’alba fui svegliata da una voce: “Testamento”. Frugai in camera sua, pensavo di trovarvi uno scritto. Nulla. Accesi il pc, lo strumento che preferiva. Sul desktop c’era un filmato brevissimo che si era girato da solo ad Assisi tre mesi prima: “Quando peserò 70 chili, sono destinato a morire”. E guardava spensierato il cielo“.

Antonia fa sapere che la famiglia “avrebbe voluto donare i suoi organi, ma non fu possibile, ci dissero che erano compromessi dalla malattia“. Secondo lei si tratta di un paradosso, visto che “il cuore, perfetto, ora sarà esposto in un ostensorio nella basilica papale di San Francesco ad Assisi“. Ma come Carlo Acutis ha scoperto la fede? Lo svela ancora la madre: “Non certo per merito di noi genitori, lo scriva pure. In vita mia ero stata in chiesa solo tre volte: prima comunione, cresima, matrimonio. E quando conobbi il mio futuro marito, mentre studiava economia politica a Ginevra, non è che la domenica andasse a messa“.

Antonia Salzano, la madre di Carlo Acutis – meteoweek.com

Dunque una religiosità non indotta dai genitori per Carlo. Così la madre svela chi potrebbe aver avuto un ruolo fondamentale in tal senso: “Un ruolo lo ebbe Beata, la bambinaia polacca, devota a papa Wojtyla. Ma c’era in lui una predisposizione naturale al sacro. A 3 anni e mezzo mi chiedeva di entrare nelle chiese per salutare Gesù. Nei parchi di Milano raccoglieva fiori da portare alla Madonna. Volle accostarsi all’eucaristia a 7 anni, anziché a 10. Lo lasciammo libero. Ci pareva una cosa bella, perciò chiedemmo una deroga. Carlo mi salvò. Ero un’analfabeta della fede“.

Carlo Acutis era un bambino prodigio, tanto che “a 6 anni già padroneggiava il computer, girava per casa con il camice bianco e il badge “Scienziato informatico”“. Mentre a 9 anni “scriveva programmi elettronici grazie ai testi acquistati nella libreria del Politecnico“. Una predisposizione che non fu considerata negativa, tanto che, come dice mamma Antonia “i promotori della causa di beatificazione hanno analizzato in profondità la memoria del suo computer con le tecniche dell’indagine forense, senza riscontrare la minima traccia di attività sconvenienti“.

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Ma qual è stato il miracolo che lo ha portato al processo di beatificazione?Accadde in Brasile nel settimo anniversario della morte, il 12 ottobre 2013, a Campo Grande. Matheus, 6 anni, era nato con il pancreas biforcuto e non riusciva a digerire alimenti solidi. Padre Marcelo Tenório invitò i parrocchiani a una novena e appoggiò un pezzo di una maglia di Carlo sul piccolo paziente, che l’indomani cominciò a mangiare“. E poi venne la leucemia: “Sembrava una banale influenza. Dopo alcuni giorni comparvero forte astenia e sangue nelle urine. Lui se ne uscì con una delle sue frasi: “Offro queste sofferenze per il Papa, per la Chiesa e per andare dritto in paradiso senza passare dal purgatorio”, ma in famiglia non vi demmo troppo peso“.