Willy Monteiro, la compagna incinta di Gabriele Bianchi: “Se ha sbagliato, pagherà”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30

“Mi vergogno per gli assassini di Willy, ma i miei figli non sono i mostri che avete descritto e la piena verità su di loro verrà fuori. Devono pagare se hanno sbagliato, qualunque cosa hanno fatto, ma non per quello che non hanno fatto”, queste le parole della mamma dei due aggressori sotto processo accusati della morte di Willy Monteiro.

Aggressione Willy la fidanzata incinta di Gabriele se ha sbagliato pagherà

“Sono sicura che non sono stati loro a ucciderlo, una mamma certe cose le sa”. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera Antonietta Di Tullio, la madre di Gabriele e Marco Bianchi, accusati dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro. Di Tullio chiede di non giudicare i figli dalle foto, secondo lei non corrispondono alla realtà. “Gabriele ha aperto un negozio di frutta, Marco aiuta nel ristorante di Alessandro, e dove c’è da dare una mano ci sono sempre”. Li giudicate per come appaiono su Facebook ma quelle sono stupidaggini.

Mamma di Gabriele e Marco Bianchi accusati aggressione Willy

La foto dietro le sbarre è dal parrucchiere ‘Capelli in gabbia’ di Lariano, gli orologi che indossano valgono 200 euro”, sottolinea la signora. Gabriele e Marco, prosegue, erano immischiati in altre risse, è vero, ma con gente come loro, gente adulta. “Quella sera erano lì da pacieri, non se la sarebbero mai presa con un ragazzino. Se pensa alla mamma di Willy la madre dice di stare molto male. “Vorrei darle tutto il mio cordoglio, mandarle un abbraccio, ma a che servono le parole? So che la sua vita è distrutta e niente sarà più come prima”, conclude.


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La compagna: come futura madre non posso che piangere per Willy

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A intervenire, in una intervista con Repubblica, è anche Silvia Ladaga, compagna di Gabriele Bianchi. “La giustizia farà il suo corso e uscirà la verità. Se Gabriele ha sbagliato è giusto che paghi. Però deve essere appurato da un tribunale, non dalla stampa che ha già emesso sentenza di colpevolezza”, dichiara la giovane. Intanto però c’è chi ha perso la vita a 21 anni, chi non potrà più tornare a casa, chi non avrà più sogni. Adesso il pensiero va alla famiglia del ragazzo. “Come futura madre non posso che pregare e piangere per lui. Porto nel grembo un bambino che, in questo mondo, può morire per un motivo futile e irrisorio come è successo a Willy. È un pensiero che mi terrorizza”, conclude la donna al sesto mese di gravidanza.