Congo: strage milizie ribelli, 58 le vittime

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:07

Sono almeno 58 le vittime di due attacchi da parte di milizie ribelli nella Repubblica democratica del Congo. Gli assalti sono stati attribuiti alle Forze democratiche alleate

Congo strage 58 morti

58 vittime il bilancio di due attacchi da parte di milizie ribelli nella Repubblica democratica del Congo. I massacri sono avvenuti nella provincia dell’Ituri. Il ministro dell’Interno della regione, Adjio Gidi, ha attribuito gli assalti alle Forze democratiche alleate (Adf), nota milizia locale. Adf è nata negli anni Novanta da un gruppo ribelle di ugandesi musulmani.

Coltelli e armi da fuoco contro i civili

Tra le vittime, almeno 23 persone sono state uccise nel territorio di Irumu, nell’Ituri meridionale, l’8 settembre, e altre 35 sono decedute per un assalto effettuato il 10 settembre, nella stessa regione. 3 capi villaggio tra le vittime, secondo quanto riferito dal capo di un’organizzazione per la tutela dei diritti civili di Irumu, Gili Gotabo. I civili sono stati uccisi con coltelli e armi da fuoco, i sopravvissuti sono fuggiti.


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L’ONU riguardo gli attacchi

L’ONU ha affermato che la violenza delle ADF è aumentata notevolmente dall’inizio del 2020. I combattenti dell’ADF hanno ucciso più di 1.000 civili dall’inizio del 2019. Diversi attacchi attribuiti alle ADF sono stati anche rivendicati dall’ISIS, ma ricercatori e analisti affermano che mancano prove concrete che colleghino i due gruppi. Dall’inizio del 2020, gli episodi di violenza hanno costretto più di mezzo milione di persone nell’Est del Paese a fuggire e lasciare le proprie case, generando un’ondata di profughi in continuo aumento. È stato evidenziato che dalle Nazioni Unite che anche le forze armate governative sono accusate di aver commesso gravi violazioni, tra cui omicidi e violenze sessuali.

Strage Congo 58 morti

Gli ultimi attacchi letali

Il 9 agosto almeno 19 civili sono stati uccisi e altri 2 sono rimasti feriti in tre villaggi nella provincia di Ituri. I responsabili in questo caso erano alcuni militanti della Cooperativa per lo sviluppo del Congo (CODECO), un gruppo armato politico-religioso. Una scia di sangue che sembra non voler cessare.