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Perché Facebook pagherà gli utenti per disattivare il profilo?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:35
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Facebook lancia il suo esperimento per le elezioni americane 2020: l’azienda è disposta a pagare alcuni utenti fino a 120 dollari affinché cancellino il loro profilo social, anche su Instagram, qualche settimana prima del voto. Lo scopo sarebbe comprendere “meglio l’impatto di Facebook e Instagram sugli atteggiamenti e comportamenti politici chiave durante le elezioni negli Usa”. 

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(Foto di Oliver Douliery, da Getty Images)

Facebook ha appena lanciato un esperimento in vista delle elezioni americane di novembre 2020: l’azienda pagherà i membri di un gruppo a campione per indurli a cancellare il loro profilo sul social e anche su Instagram. Il compenso arriverà fino a 120 dollari. Gli account dovranno essere cancellati qualche settimana prima del voto. Lo scopo è “comprendere meglio l’impatto di Facebook e Instagram sugli atteggiamenti e comportamenti politici chiave durante le elezioni negli Stati Uniti del 2020″. A sottolinearlo è il vicepresidente Nick Clegg. Lo studio farebbe parte di un progetto iniziato dall’azienda addirittura nel 2016, in occasione delle polemiche sul voto di quell’annata. Ed è proprio all’interno di questo quadro che è stata inserita anche la limitazione di spot politici a ridosso delle elezioni Usa 2020.


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Ad annunciare questa nuova svolta negli studi dell’azienda, un comunicato sulla newsroom, che ha fornito un’idea generale del progetto. Maggiori informazioni sarebbero poi arrivate dai media statunitensi, tra cui Today e il New York Post. La partecipazione all’esperimento sarebbe volontaria e la cancellazione dell’account temporanea (a partire da fine settembre). Il compenso ammonterebbe a circa 20 dollari a settimana, per un massimo di 120 dollari. A occuparsi nello specifico della ricerca saranno “data scientist” indipendenti, il cui compito sarà poi di analizzare tutto lo spettro dei dati raccolti per individuare un’effettiva influenza del social sul voto. La ricerca proseguirà fino all’anno prossimo, quando verranno resi noti i risultati della sperimentazione. Stando a quanto riportato dal New York Post, infatti, il campione di persone coinvolte nell’esperimento conterebbe un numero di partecipanti che va “dalle 200mila alle 400mila persone“. I potenziali partecipanti saranno invitati dalla stessa azienda a prender parte all’esperimento, attraverso un avviso su Facebook o Instagram che li invita ad aderire allo studio.


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Per quanto riguarda la sospensione degli spot elettorali su Facebook una settimana prima del voto, Mark Zuckerberg spiega in un post: Sono preoccupato perché la nostra nazione è così divisa e i risultati elettorali, che richiederanno giorni se non settimane per essere elaborati, potrebbero portare a disordini civili in tutto il paese”. Così Zuckerberg lancia la notizia sul divieto di pubblicare nuovi annunci politici da parte dei candidati nella settimana a ridosso delle votazioni. Inoltre verranno segnalati post riguardanti presunte vittorie prima della fine degli scrutini. La decisione sarebbe stata assunta da Facebook con lo scopo di “proteggere la nostra democrazia”. Ma come sottolineato da un organismo di monitoraggio dei media, Media Matters for America, la misura assunta dal colosso sarebbe una mera trovata pubblicitaria, perché gli annunci circoleranno comunque se sono stati pubblicati entro il 27 ottobre