Infermiera killer: processo da rifare, nelle motivazioni della sentenza mancano 13 pagine

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:44

Laura Taroni, accusata di aver ucciso, tramite dosi eccessive di farmaci, il marito e la madre, tra il 2013 e il 2014 con l’aiuto dell’allora amante e viceprimario del pronto soccorso Leonardo Cazzaniga a sua volta a processo per il decesso di 12 pazienti

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La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna a 30 anni di reclusione in carcere per Laura Taroni, l’infermiera di Saronno (Varese) accusata di aver ucciso, tra il 2013 e il 2014, il marito e la madre tramite la somministrazione di dosi eccessive di farmaci, quando lavorava nell’ospedale di Saronno, in concorso con il medico Leonardo Cazzaniga, con cui aveva una relazione.

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Dopo l’udienza pubblica, la prima sezione penale della Cassazione, ha annullato la sentenza emessa nel luglio dello scorso anno dalla Corte d’assise d’appello di Milano, che aveva confermato la condanna a 30 anni inflitta a Taroni dal gup di Busto Arsizio con rito abbreviato nel 2018. È stato disposto un nuovo processo. L’ottenimento dell’annullamento sarebbe riconducibile alla presentazione di una mancanza di 13 pagine nelle motivazioni della sentenza d’appello posta dai legali della donna.


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L’inchiesta “Angeli e demoni”

Laura Taroni era stata arrestata nel novembre del 2016 insieme a Leonardo Cazzaniga, il viceprimario del pronto soccorso di Saronno. L’inchiesta aveva portato alla luce numerosi casi di pazienti deceduti in circostanze sospette. I primi due gradi di giudizio avevano accertato che la Taroni si fosse resa responsabile della morte del marito, Massimo Guerra, e della madre, Maria Rita Clerici. Il primo, sarebbe stato ucciso dall’infermiera per odio dovuto a motivi di sottomissione da lei subiti. Entrambi sarebbero stati uccisi, grazie anche all’aiuto di Cazzaniga, con un cocktail di farmaci. Il primario, a sua volta finito a processo per i decessi sospetti di altri 12 pazienti, oltre che per l’omicidio del suocero della Taroni, Luciano Guerra. A quei tempi, l’infermiera e il viceprimario erano amanti. La Taroni si è sempre professata innocente: ora sarà un nuovo processo a stabilire la verità.

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