Referendum, Beppe Grillo: potere al popolo e via i dinosauri

Secondo Beppe Grillo tramite Referendum fra due settimane il popolo italiano potrà riappropriarsi del potere “ricacciando nella foresta i dinosauri del Giurassico, destinati alla estinzione dalla cometa della riforma costituzionale”. Per il fondatore del Movimento 5 stelle: “È ora svecchiamento, modernizzazione e di maggiore consapevolezza sociale”.

Referendum, Beppe Grillo: potere al popolo e via i dinosauri

Ad una settimana esatta dal referendum sulla riforma costituzionale voluta e sostenuta dal Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, nonché garante e fondatore del partito, ha pubblicato sul proprio blog un post “contro i dinosauri” che si sono schierati per il no al referendum. Così Beppe Grillo, in campo per il sì al taglio dei parlamentari, ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Il popolo italiano potrà riappropriarsi del proprio potere ricacciando nella foresta i dinosauri del Giurassico, destinati alla estinzione dalla cometa della riforma costituzionale. E’ ora di svecchiamento, modernizzazione e di maggiore consapevolezza sociale!”


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Solo ieri il Movimento 5 stelle è sceso in piazza con gazebo organizzati in tutta Italia per lanciare gli ultimi giorni di campagna per il sì. Mentre Beppe Grillo, a Roma da venerdì scorso, secondo alcuni avrebbe dovuto partecipare al banchetto di Ostia insieme a Vito Crimi, ma alla fine ha deciso di non partecipare. Questa mattina è arrivato però il post in sostegno del taglio dei parlamentari a firma di Torquato Cardili dal titolo “Il ritorno dei dinosauri”. Il post parte proprio dallo spot diffuso in questi giorni sulle reti Rai per parlare del referendum del 20-21 settembre. “Più lo spot va avanti”, scrive Cardili, “e più si fanno vivi i vecchi dinosauri della reazione che escono dalla foresta in cui erano rintanati da decenni, o se volete le cariatidi dell’immobilismo della politica italiana, tutti intenti alla conservazione, alla difesa di privilegi anacronistici, all’opposizione preconcetta contro qualsiasi cosa che odori di svecchiamento, di modernizzazione, di maggiore consapevolezza sociale”. Quindi l’articolo continua parlando delle motivazioni del fronte del no: la presunta ridotta rappresentatività politica e geografica, l’equiparazione con gli altri Paesi, il negato snellimento dell’iter legislativo, il rifiuto del risparmio sui costi della politica banalizzato al costo di un caffè per italiano. Ma, scrive ancora Cardili: si tratta di motivazioni che nascondono il vero obbiettivo: disarticolare il M5s e il governo, ed aprire il semaforo verde al ritorno al passato, alle leggi ad personam, in favore degli interessi occulti, contrari a quelli popolari.”