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Referendum, Di Maio: “Fronte del No spaccato. Se vince Sì tagliamo stipendi ai politici”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:28
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Il ministro degli Esteri Di Maio parla di un fronte del No spaccato e con idee confuse. “Prossimo passo sarà il taglio degli stipendi dei parlamentari”, avvisa durante un punto stampa.

di maio sul referendum
Referendum, Di Maio – foto di archivio

“Io vedo un fronte del No molto spaccato, un fronte del No che ha idee confuse sul perché non si debbano tagliare 345 parlamentari. Il sì al referendum è un primo passo per il cambiamento per l’Italia. Il prossimo passo sarà tagliare gli stipendi dei parlamentari come già facciamo noi del Movimento e soprattutto iniziare un percorso di riforme”. Queste le parole del ministro degli Esteri Luigi Di Maio a San Vito dei Normanni, in Brindisi, pronunciate nel corso di un punto stampa.

Parole a cui Di Maio ha poi aggiunto: “Sono d’accordo con il ministro Franceschini quando dice che il Sì è il primo passo verso un nuovo percorso di riforme. Credo in questo referendum perché è un passo verso la modernizzazione del Paese. Noi vogliamo portare l’Italia nel futuro, alcuni signori per tenersi la poltrona vogliono portarla nella preistoria”.

Di Maio, il Referendum non è fare “antipolitica”

È tramite un post su Facebook, però, che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha attaccato chi addita al Referendum come una mossa “antipolitica”. “Qualcuno chiama il referendum del 20 e 21 settembre il referendum dell’antipolitica. Secondo loro tagliare 345 parlamentari per tornare ai valori di tutti i Paesi normali è antipolitica. E allora come li definiscono gli assenteisti, i trasformisti, o quelli che frequentano il Parlamento una volta al mese ricevendo stipendi da 15mila euro, quelli con una, due o anche tre pensioni d’oro, quelli che considerano il vitalizio un diritto… Questa è antipolitica, non un referendum”, ha infatti esordito nel suo ultimo post il ministro.


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Proseguendo e stilando una lista di quelle che sono le vere immagini dell’antipolitica: “Chi cambia casacca per restare attaccato alla poltrona. Chi in parlamento è un assenteista cronico. Chi pensa solamente al proprio tornaconto personale. Chi spera in una pensione d’oro e si batte per riavere i vitalizi. Chiamiamo le cose con il loro nome: questa è la vera antipolitica. Non la riduzione di 345 parlamentari”.

E nel riprendere poi un commento offerto da Beppe Grillo, Di Maio ha infine ribadito: “Questa riforma restituisce agli italiani centralità e modernizza l’Italia.
I ‘dinosauri’ del No che provano ad opporsi alla normalizzazione del Paese sono gli stessi che ignorano gli interessi dei cittadini e pensano solamente al proprio tornaconto personale”.

Qualcuno chiama il referendum del 20 e 21 settembre il referendum dell’antipolitica. Secondo loro tagliare 345…

Gepostet von Luigi Di Maio am Sonntag, 13. September 2020