Prodi: “Perchè il Covid sta avvantaggiando la Cina sugli Stati Uniti”

L’ex presidente del Consiglio svela il suo pensiero in un editoriale. “Oggi la Cina è meno dipendente dal commercio estero perché il suo mercato interno è diventato più grande”, scrive Prodi.

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Romano Prodi – meteoweek.com

Romano Prodi prova ad analizzare la situazione geopolitica di alcuni colossi dell’economia mondiale. In particolare, l’ex presidente del Consiglio ha posto l’accento sul momento che si sta vivendo negli Stati Uniti e in Cina. Da una parte c’è una nazione ancora travolta, almeno dal punto di vista numerico, dall’emergenza Covid. Dall’altra parte c’è il Paese in cui tutto in un certo senso è cominciato, ma che ora è tornato alla normalità e ora può spingere nuovamente. Una situazione diametralmente opposta, che non può non provocare delle conseguenze importanti sul piano politico e finanziario.

Anche perchè, come ribadisce Prodi su Il Messaggero, in questo momento gli States stanno affrontando il periodo di campagna elettorale. “Cambieranno molte cose – scrive l’ex premier – a seconda di chi, fra poco più di un mese e mezzo, risulterà vincitore. Su un tema, il più importante di tutti nella politica estera, non vi sarà invece alcun sostanziale cambiamento: la politica nei confronti della Cina rimarrà la stessa“. Secondo Prodi, infatti, “democratici e repubblicani si divideranno sul modo con cui sfogliare l’agenda dei rapporti con il colosso asiatico, ma il contenuto dell’agenda sarà il medesimo: sfidare la Cina fino in fondo e con tutti i mezzi, escludendo solo, almeno per il prevedibile futuro, il conflitto militare“.

Tuttavia, il fondatore dell’Ulivo ha sottolineato il fatto che la Cina, ormai, sia tornata a godere di vita propria. La guerra commerciale americana, infatti, mostra delle falle soprattutto in alcuni aspetti: “Il primo è che, col passare del tempo, la dipendenza della Cina dalle sue esportazioni è progressivamente diminuita. Le esportazioni cinesi, pur essendo di molto aumentate in termini quantitativi, sono passate dal 35% del Pil cinese del 2006 al 17,5% di oggi“. Dunque si può parlare di economia cinese molto vicina ai massimi storici, come stiamo per vedere.

Nell’analisi proposta da Romano Prodi sul quotidiano capitolino, infatti, si legge un aspetto fondamentale: “Oggi la Cina è meno dipendente dal commercio estero perché il suo mercato interno è diventato più grande“. E questo viene fuori da un altro capitolo, per il quale la guerra commerciale messa in atto dagli Stati Uniti non sta trovando buon esito. Sempre a proposito delle esportazioni, infatti, Prodi scrive che oltre un terzo di esse “è originato dalle filiali cinesi di imprese multinazionali, per la maggior parte statunitensi, nei confronti delle quali non è certo opportuno infierire da parte del presidente americano“.

Trump continua a sfidare la Cina – meteoweek.com

E poi c’è la sfida che si sta combattendo sul piano tecnologico, per la quale l’America resta in vantaggio. Anche se sono state messe in campo forze diverse: “Sono state colpite – sostiene Prodi – le imprese cinesi, come la Huawei, che minacciavano di rompere questa superiorità in un settore così delicato come il 5G, dal quale dipende una parte importante del futuro sviluppo economico e produttivo del pianeta“. In tal senso l’ex premier ha posto l’accento sulla pressione fatta da Trump sui ‘governi amici’, affinchè interrompessero i rapporti con il colosso cinese. Si legge così lo stop ai lavori in Gran Bretagna.

Ma a fare impressione, secondo Romano Prodi, sono gli effetti del Covid sull’economia dei due colossi mondiali. “Quando l’epidemia è scoppiata tutti prevedevano che l’economia cinese ne sarebbe stata danneggiata in modo irreparabile. In effetti le conseguenze negative sono state notevoli. Nello stesso tempo però gli Stati Uniti e l’Unione Europea vedranno calare il loro Pil non meno dell’8%, mentre le previsioni erano orientate verso una cifra positiva tra il 2% e il 3%“. Dunque Cina danneggiata ma capace di limitare i danni, mentre gli Stati Uniti e i Paesi europei stanno pagando un dazio pesantissimo.

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In ogni caso, in chiusura di editoriale, l’ex capo del Governo ha parlato del prosieguo della guerra economica tra Cina e Stati Uniti. Questa procederà, “con durezza e determinazione, anche dopo le prossime elezioni“. L’auspicio espresso da Prodi è che “non sconfini in lotta armata, come sovente è accaduto nella sfida tra un Paese in ascesa e un leader stabilizzato“. Un ultimo augurio viene espresso nei confronti dell’Europa, che sulla base degli ultimi progressi fatti “trovi finalmente le energie per giocare un ruolo da protagonista nelle future trasformazioni del mondo“.