La famiglia di Achille Lauro: dal padre magistrato ai parenti funzionari dello Stato

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Achille Lauro è uno degli artisti più rivalutati degli ultimi anni: trasgressivo, camaleontico e istrionico, il giovane cantante cresciuto a Roma ha alle spalle una famiglia che non ha nulla a che fare con il mondo dello spettacolo.

Achille Lauro, chi sono i familiari

All’anagrafe Lauro De Marinis, l’artista nato a Verona ma cresciuto a Roma, ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica circa otto anni fa, entrando a far parte del giro musicale del Quarto Blocco. La sua consacrazione tra le star della musica pop nazionale avviene con la prima partecipazione al Festival di Sanremo dove, insieme al produttore Boss Doms , presenta il brano Rolls Royce.

Il 2020 è l’anno che lo elegge artista giovane tra i più amati dal pubblico. Achille Lauro sale sul palco del Teatro Ariston con il brano “Me ne frego” e stupisce tutti mettendo in scena, ogni sera, una rappresentazione diversa. Lauro, quindi, mescola musica e arte riportando al Festival di Sanremo un concetto ormai dimenticato negli anni. Ma se la passione per la musica lo ha reso uno dei cantautori più apprezzati degli ultimi tempi, questa sua stessa passione lo ha allontanato dalla famiglia.

Achille Lauro, chi sono i genitori?

Per metà pugliese, da parte del padre Nicola, e per metà veronese, da parte della madre Cristina Zambon, Achille Lauro ha vissuto la sua infanzia nella Capitale.

Con i genitori, però, non ha avuto sempre rapporti facili: con il papà, magistrato della Corte di cassazione, il cantante ha interrotto qualunque tipo di legame, mentre la madre ha assunto un ruolo importante nella sua vita diventando amministratrice della sua agenzia, la No Face Agency.

Ma il padre di Achille Lauro non è l’unico ad aver ricoperto un ruolo istituzionale importante: anche il nonno paterno dell’artista, Federico De Marinis, era un prefetto. E, come si evince, Lauro è imparentato anche con l’ex Procuratore della Repubblica di Bari, Michele De Marinis, e con il Viceprefetto Matteo De Marinis, in servizio sempre a Bari.

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Sono figlio di gente onesta, di chi ha sacrificato una vita per il lavoro sopportando per anni di farsi sputare addosso senza mai ricevere nulla. Mio padre di giorno insegnava pur di portare a casa quattro soldi e di notte non dormiva ossessionato dal rimanere condannato in una misera vita. Ho visto mia madre fare lavori umilianti ma caritatevoli. Mai dirò che mi ha fatto mancare qualcosa. La mia rabbia e la mia ambizione nasce dalle umiliazioni. Quello che hanno fatto alla mia famiglia mi ha fatto diventare chi sono. Mia madre ha vissuto per gli altri, andava sulla strada ad aiutare prostitute a salvarsi assumendosi grandi rischi, ospitava a casa bambini di famiglie in difficoltà anche quando noi stessi eravamo disperati. Sono contento perche è anche grazie a quello che abbiamo passato se sono qui e, nonostante abbia avuto un rapporto difficile con la mia famiglia, sono felice perché oggi mio padre ha conquistato quello per cui ha vissuto e mia madre ha un ruolo importante al mio fianco. Il mio nome è famoso perchè tutti hanno conosciuto me quando dormivo in una macchina, quando vivevo in uno squallido hotel a Boccea, quando avevo paura per mia madre, quando a Val Padana c’erano quei ragazzi e oggi sono rimasti solo ritratti sui muri e fiori. Sono contento quando riesco a fare qualcosa per le persone che ne hanno bisogno tra cui alcuni dei ragazzi cresciuti con me fin da piccoli, protagonisti delle mie storie vere e del mio successo, che ancora oggi vivono un disagio che alcuni sono solo capaci di raccontare. No cantastorie. Documentario di una generazione. Sono diventato migliore di ieri perchè sono già stato chi nessuno sarebbe mai voluto essere e perchè quei ragazzi sono cresciuti avendo come esempio quello che non sarebbero mai voluti diventare. Gloria ai miei ragazzi, a chi è come noi e a chi non c’è più. È ora di aprire il nuovo sipario dove la morte stavolta è soltanto una messa in scena e dove si rimarrà per sempre.

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Achilla Lauro e il pensiero per i genitori

Nonostante i rapporti con la famiglia non siano sempre stati idilliaci, Achille Lauro ha voluto tessere le lodi del padre e della madre in un vecchio post Instagram.

“Sono figlio di gente onesta, di chi ha sacrificato una vita per il lavoro sopportando per anni di farsi sputare addosso senza mai ricevere nulla – ha scritto lui – . Mio padre di giorno insegnava pur di portare a casa quattro soldi e di notte non dormiva, ossessionato dal rimanere condannato in una misera vita”.

“Ho visto mia madre fare lavori umilianti ma caritatevoli. Mai dirò che mi ha fatto mancare qualcosa. La mia rabbia e la mia ambizione nasce dalle umiliazioni. Quello che hanno fatto alla mia famiglia mi ha fatto diventare chi sono – ha raccontato ancora – . Mia madre ha vissuto per gli altri, andava sulla strada ad aiutare prostitute a salvarsi assumendosi grandi rischi, ospitava a casa bambini di famiglie in difficoltà anche quando noi stessi eravamo disperati”.

Oggi, però, Achille Lauro si dice orgoglioso della sua famiglia: “Sono contento perché è anche grazie a quello che abbiamo passato se sono qui e, nonostante abbia avuto un rapporto difficile con la mia famiglia, sono felice, perché oggi mio padre ha conquistato quello per cui ha vissuto e mia madre ha un ruolo importante al mio fianco”.