Pensioni: ecco cosa cambierà nel pacchetto previdenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:33

Scivoli rafforzati con l’isopensione e staffetta generazionale con part time cumulato: ecco cosa aspettarsi dalle pensioni.

Pensioni: ecco cosa cambierà nel pacchetto previdenza
Pensioni: ecco cosa cambierà nel pacchetto previdenza – meteoweek

Il pacchetto previdenza definito per il disegno di legge di Bilancio 2021-2023 è alle ultime battute e cambierà completamente l’assetto pensionistico italiano. Rinviata al prossimo anno il dopo ”Quota 100” il governo punterebbe dunque su una ricalibrazione delicata delle flessibilità pensionistiche aspettando fiduciosi il ritorno alla normalità del mercato del lavoro, dopo il terremoto causato dall’emergenza sanitaria Covid-19. Si inizia quindi con la sospensione confermata su una duration di sette anni e con la possibilità di utilizzarla con accordi sindacali che prevedano il ricorso alla Naspi nel primo biennio di uscita anticipata, in modo da alleviare l’onere dello “scivolo” per le imprese minori. Una scelta importante ponderata alla luce della grande quantità di licenziamenti. Per ammortizzare la crisi, inoltre, potrebbe partire anche l’estensione dei contratti di espansione alle aziende fino ai 500 addetti con anticipi coperti da contribuzione figurativa piena e, anche in questo caso, due anni di Naspi. Queste due misure sarebbero intrecciate con l’ipotesi di allungare fino a 36 mesi la Naspi per i soli casi di prepensionamento.  Senza contare che negli ultimi tre anni i lavoratori senior potrebbero optare per un part-time cumulato con una prima pensione parziale e la contribuzione piena se l’azienda si impegna ad assumere nuove generazioni. Sull’Ape sociale resta in campo l’ipotesi di estenderne l’accesso ai lavoratori “fragili” con i requisiti già previsti a fine 2021. Mentre Opzione Donna consentirebbe l’uscita anticipata con ricalcolo contributivo dell’assegno a lavoratrici che maturano entro il 2020 i 58 anni di età con 35 di contributi.

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Bisogna estenderne l’accesso ai lavoratori “fragili” con i requisiti già previsti a fine 2021 – meteoweek

Non tutto è stato ancora chiarito e definito: a partire dal destino del nuovo semestre di silenzio-assenso da far scattare nel 2021 per dare impulso alla previdenza integrativa. A spingere su questa misura, che potrebbe essere eventualmente ripescata durante il cammino parlamentare della manovra, sono i sindacati che insistono anche su “quota 41” per i cosiddetti lavoratori ”fragili”. Il punto di incontro si potrebbe trovare comunque oggi dando un nuovo impulso al progetto. Al momento gli unici punti fermi rimangono la doppia proroga per Ape sociale e Opzione Donna che arriverà in manovra assieme a una nuova edizione dell’isopensione, un ampiamento dei contratti di espansione e alla “staffetta generazionale” innescata da un part-time negli ultimi tre anni di lavoro dei senior in cambio di assunzioni con decontribuzione piena dei giovani. Intanto ricordiamo che agli invalidi al 100% con i requisiti di legge l’adeguamento sarà riconosciuto in automatico, con decorrenza dal 20 luglio 2020. I titolari di pensione di inabilità ex lege 222/1984 devono fare richiesta specificando nelle Note “con decorrenza dal 1° Agosto 2020”. L’assegno maggiorato spetterà a partire dal compimento dei 18 anni. Per il resto bisognerà attendere. Fiduciosi, ma bisognerà attendere.