Vittorio Sgarbi commenta il nuovo Dpcm: “Conte deve dare via il c*** e non rompere i cog***i

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:26

Vittorio Sgarbi, volto noto del piccolo schermo e della politica, non ha apprezzato il nuovo Dpcm del Gorverno Conte e commentandolo si è espresso con parole dure e volgari nei confronti del Premier.

Gli insulti a Giuseppe Conte

Vittorio Sgarbi è ormai un volto noto nel campo della politica. Negli anni h costruito una carriera sul suo essere irriverente, volgare e senza peli sulla lingua, risultando spesso aggressivo e offensivo nei confronti dei propri interlocutori. Di recente, durante un’intervista, ha commentato il nuovo Dpcm del Governo Conte in cui vengono annunciate le nuove precauzioni volte a fronteggiare il Coronavirus e ad affrontare questo periodo di convivenza con il virus. In particolare il critico d’arte ha preso di mira una delle norme che sono contenute nel documento, ovvero quella che riguarda l’utilizzo della mascherina e la raccomandazione di indossarla anche all’esterno nonché in casa quando oltre ai conviventi sono presenti amici o parenti, soprattutto se si ha a che fare con persone a rischio. A questo proposito Sgarbi ha detto: “La mascherina in casa? Conte deve dare via il c***o, come probabilmente ha già fatto in altri momenti della sua vita, e non rompere i cog***i sulla casa. A casa uno fa quel caz***o che vuole, ha rotto il caz***o”. Sottolineando con parole decisamente forti il proprio disappunto nei confronti dei provvedimenti che sono stati presi.

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Il commento sui provvedimenti presi dal Governo

Inoltre ha anche aggiunto: “Qualunque medico all’aperto dice di non dover portare la mascherina, la distanza di un metro la rispettiamo da mesi. Sono pantomime ridicole. Come d’inverno ci mettiamo i maglioni, le persone sono abbastanza avvedute da fare quel che serve senza l’assistente che gli spiega cosa fare. Anche un mattarello nel c***o”. Queste uscite di Vittorio Sgarbi non sono nuove al pubblico italiano, già in passato ha parlato dei provvedimenti presi dal Governo Conte per il contenimento del virus e il controllo del contagio, definendole come una privazione della libertà dei cittadini e al limite dell’illegalità.