Riceve a casa l’esito del tampone del figlio, ma il bimbo è morto da 18 mesi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:39

Una storia assurda, quella vissuta da una famiglia di Prato: ricevono a casa l’esito del tampone per il Covid-19 del figlio, ma il bimbo è morto l’anno scorso. Il padre annuncia una causa all’azienda sanitaria.

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il referto dell’esito del tampone per Covid indirizzato alla famiglia di Prato – foto via Notizie.it

Una vicenda che ha dell’incredibile, quella accaduta a Prato. Secondo quanto si apprende dalle fonti, Lorenzo Vieri, geometra di Firenze, avrebbe infatti ricevuto a casa l’esito del tampone rinofaringeo per il virus Sars-Cov-2 eseguito a suo figlio Guglielmo – risultato negativo. Il punto, però, è che il bimbo è morto da 18 mesi per arresto cardiaco, come conseguenza della polimicrogiria, una grave malformazione alla corteccia cerebrale. Anomalo, dunque, il referto fatto pervenire alla famiglia dall’Asl Toscana Centro e mostrato pubblicamente in una foto già diffusa sul web.

“Mio figlio morto 18 mesi fa, l’Asl mi ha recapitato l’esito del tampone per Covid-19”

Come riportato da Notizie.it, secondo il documento ospedaliero il bimbo, nato il 10 febbraio 2019 all’ospedale di Careggi di Firenze e deceduto il 22 marzo dello stesso anno, dopo diversi giorni in terapia intensiva all’ospedale pediatrico Meyer, avrebbe eseguito il tampone il 29 settembre 2020, alle 14,04. Per un disguido ancora tutto da capire, dunque, il piccolino avrebbe fatto il test oltre 18 mesi dopo la sua morte, avvenuta quando il Covid-19 non si era nemmeno ancora diffuso. Ma oltre al danno, anche la beffa: il richiedente, infatti, sarebbe un non meglio specificato Istituto medico toscano, mentre l’esito (interpretato come negativo) è in realtà abbastanza singolare: “Non rilevato”.


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Ma io non sono mai andato all’ospedale di Prato“, spiega però ai giornalisti Lorenzo Vieri. E se all’inizio potrebbe venire in mente un caso di omonima, l’uomo sottolinea come nel documento venga specificato a chiare lettere il codice fiscale del bambino, l’età (1 anno) e l’esatta data di nascita.


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“Io dico solo una cosa, se questo è il modo in cui il Ministero riferisce ogni giorno i numeri sui tamponi eseguiti, siamo messi bene. Che attendibilità possono avere quei numeri se dentro hanno inserito anche quello di mio figlio morto 18 mesi fa? Immagino, inoltre, che lo Stato abbia pagato per quell’esame, per cui mi viene pure da pensare che qualcuno lucri sui tamponi falsi come questo”, ha poi sottolineato il papà indignato. “Non capisco come abbiano fatto a redigere un referto tanto sconcertante“, ha infine raccontato, specificando tra l’altro che agirà per le vie legali.