Cosa ha detto Conte e che cosa prevede il nuovo DPCM

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:51

Dalla possibilità di applicare zone rosse alle regole per scuole ed università, alla gestione dell’afflusso nei locali. Ecco cosa ha annunciato Conte e cosa c’è nel nuovo  Dpcm.

“La strategia non è e non può essere la stessa della primavera: in questi mesi abbiamo lavorato intensamente”. Così il premier Giuseppe Conte durante la conferenza
stampa di presentazione del nuovo dpcm. La conferenza stampa, partita verso le 21.40, era molto attesa visto l’aumento quasi esponenziale dei contagi. Il premier si è espresso anche sulle difficoltà che si stanno riscontrando, sopratutto nella sanità: “Siamo consapevoli che ci sono ancora diverse criticità: facciamo 600mila tamponi al giorno ma certo non possiamo tollerare le file di ore”.  Durante la conferenza stampa, a precisa domanda, Conte si è espresso sulla possibilità di aderire al Mes, il Fondo salva-Stati dell’Ue:  : “Io ho detto senza pregiudizl ideologici che se avremmo avuto bisogno per un fabbisogno di cassa c’è anche il Mes; ma se questo non accade prendere il Mes
per risolvere un dibattito pubblico non serve” ha risposto Conte. “Il Mes non è una panacea. I soldi del Mes sono prestiti ha aggiunto il premier, “non possono finanziare spese aggiuntive, si possono coprire spese già fatte in cambio di un risparmio d’interessi. Va a incrementare il debito e quindi va coperto e devo intervenire in termini di nuove tasse o tagli di spese se prendiamo i soldi del Mes”. 

Il nuovo Dpcm

“Abbiamo appena approvato un nuovo Dpcm, frutto di un intenso dialogo con i ministri, le Regioni e il Cts. Dovrà consentirci di affrontare la nuova ondata di contagi che sta interessando severamente l’Italia e l’Europa, non possiamo perdere tempo, dobbiamo mettere in campo misure per scongiurare un lockdown generalizzato, che potrebbe compromettere severamente l’economia”. Con queste parole il premier Conte ha introdotto i contenuti del nuovo Dpcm: i sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico – dei “coprifuoco”, insomma – dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possano creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private. E’ quanto prevede l’ultima bozza del Dpcm sulle misure anti-Covid. Questo per quel che riguarda la gestione di eventuali “zone rosse”, anche temporanee.

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La scuola

C’è poi la questione della scuola: previa comunicazione al Ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali e sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado possono adottare forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza. Andrà poi modulata ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.

I servizi si ristorazione

Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Eventi e manifestazioni

Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza.

Afflusso nei locali pubblici

E’ fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti.

Riunioni a distanza

Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni di interesse pubblico; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza. Lo si legge nella bozza del nuovo dpcm del governo con le misure anti contagio da Covid. Nessuna chiusura per le palestre: “Palestre e piscine sono luoghi sicuri e controllati, tenerle aperte ottimo risultato, grazie Conte: ora insieme verificheremo protocollo e rispetto delle regole”. Lo ha dichiarato il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, a proposito della parte del Dpcm relativo, appunto, alle palestre.

Somministrazione cibo e bevande

Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Sale giochi

Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle ore 8 alle ore 21. L’apertura è consentita a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con
l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore
di riferimento o in settori analoghi.

 

Università

Le università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria ed, in ogni caso, nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di covid-19; le disposizioni di cui alla presente lettera si applicano, per quanto compatibili, anche alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e
coreutica.