Galli: “Lockdown è extrema ratio ma può funzionare”. Dura replica a Zangrillo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:59

Il primario dell’ospedale Sacco fa capire che i prossimi 15 giorni diranno se sarà necessario apportare ulteriori restrizioni. E sugli attacchi del medico del “San Raffaele”, Galli risponde: “Meglio se mi mordo la lingua”.

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Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano – meteoweek.com

Massimo Galli prova a far capire che l’Italia non può ancora escludere l’eventualità di un secondo lockdown totale. Il primario dell’ospedale Sacco di Milano ha esposto la sua tesi durante un’intervista rilasciata per “Fuori dal Coro“. Nel corso della trasmissione, andata in onda su rete 4, Galli ha ammesso che bisognerà attendere i primi effetti dell’ultimo Dpcm, svelato e spiegato dal premier Conte domenica scorsa. Solo dopo qualche giorno dall’applicazione delle nuove norme, infatti, riusciremo a capire in che condizioni versa il nostro Paese.

E lo stesso Galli ha fatto capire che, se non ci saranno novità incoraggianti dopo le prime due settimane, l’Italia potrebbe piombare nuovamente nel rischio di una chiusura su scala nazionale. “In questi 15 giorni vedremo – ha dichiarato il primario del “Sacco” – se con questi provvedimenti invertiremo la rotta sennò dovremmo ancora continuare con il discorso di una chiusura ancora più vasta. Io pavento il lockdown nazionale, mi auguro si riesca ad evitarlo ma ha funzionato, è l’extrema ratio se non riuscissimo a fare altro“.

Uno dei vertici del nosocomio milanese ha ammesso che siamo sull’orlo di qualcosa di molto peggio e cioè della necessità di dover chiudere ancora tutto, cosa che non mi entusiasma ma sta nella realtà delle cose se le misure non funzioneranno. La coperta è corta, i morti li sto tristemente rivedendo e sono veri, reali“. E ha spiegato in parole povere che si possono solo provvedimenti, e non fare tesi e ipotesi: “Le trattative con il virus non le possiamo fare perché se ne infischia, vorrei avere le stesse risorse per essere certo contenere infezione e capace di curarla come vorrei“.

Alberto Zangrillo è al centro di un duello dialettico con Galli – meteoweek.com

Galli ammette che il ruolo giocato dagli asintomatici è pesantissimo. Tanto da rivelare alcuni dati in merito alla diffusione del Covid causata proprio da questa categoria di contagiati: “Il 95% di asintomatici e paucisintomatici c’era nella prima ondata e vedevamo una testa dell’iceberg tragicamente numerosa, ora il 30% soltanto delle persone risultate positive facendo il test nella prima decade ottobre era sintomatico, ma questo 30% ha prodotto un numero tale di nuovi ricoveri e malati anche in rianimazioni e peggio che mai in giro per tutta Italia da emettere un segnale di allarme importante, è inutile ridurre l’importanza di questa cosa“.

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Il dottor Galli ha risposto anche alle recenti accuse, formulate nei suoi confronti da Alberto Zangrillo. Il primario di terapia intensiva del San Raffaele lo aveva accusato di attaccare i colleghi senza fare nomi, ma con riferimenti chiari. Questa è la replica del primario dell’ospedale Sacco sul tema: “Su questa cosa non ho assolutamente tempo da perdere e mi mordo la lingua per non fare ulteriori commenti che sarebbero un alimentare ulteriormente il tentativo da parte di qualcuno di cercare di far dimenticare le cose che ha detto“.

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Il primario dell’ospedale “Sacco” ha anche dato un peso importante al comportamento degli italiani durante l’estate. Un comportamento improvvido, che ha fatto da apripista a questo autunno molto complicato per il Paese. “La ripresa della distribuzione dell’infezione è un fatto di quest’estate – ha dichiarato Galli – . Mi sarei aspettato di più dal centro e dalle periferie, mi sarei aspettato un Paese organizzativamente più maturo e capace di affrontare cose non affrontate. Quest’estate è stato fatto molto meno di ciò che avremmo dovuto fare anche a livello individuale“.