Il DPCM di Conte uccide migliaia di attività nelle 4 regioni “rosse” d’Italia. Ecco come

Le Regioni considerate zone rosse tornano il lockdown da venerdì 6 novembre, le conseguenze potrebbero essere disastrose per molte attività.

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Il DPCM di Conte uccide migliaia di attività nelle 4 regioni “rosse” d’Italia. Ecco come – www.meteoweek.com Credit: Pixabay

Il nuovo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte entrerà in vigore da domani, venerdì 6 novembre. Al suo interno le Regioni vengono suddivise in zone (gialla, arancione, rossa) in base al livello di gravità dell’emergenza coronavirus. I territori considerati “zone rosse” torneranno a misure restrittive che ricordano illockdown di marzo e aprile.

Attività chiuse nelle zone rosse

Così, oltre a bar e ristoranti che stanno protestando ormai da diverse settimane, si uniscono alla lunga lista delle attività penalizzate i negozi. Nonostante commercianti e ristoratori tra giugno e settembre abbiano investito cifre importanti per mettere in regola e in sicurezza le proprie attività, il Governo ha deciso di fargli abbassare le serrande lo stesso. Con il rischio che, stavolta, non riescano più ad alzarle.

Attività aperte nelle zone rosse

I supermercati

Il paradosso sta nel fatto che, per tanti esercizi commerciali che rimarranno chiusi, ce ne sono altrettanti che continueranno a lavorare in quanto ritenuti “essenziali”. In primis le attività di commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande. Dunque ipermercati, supermercati, discount, minimercati, altri esercizi non specializzati di alimenti vari e negozi di commercio al dettaglio di prodotti surgelati.

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Il DPCM di Conte uccide migliaia di attività nelle 4 regioni “rosse” d’Italia. Ecco come – www.meteoweek.com Credit: gazzettaufficiale.it

Tabaccherie, farmacie e ferramenta

Resteranno aperte anche le tabaccherie, inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione, i ferramenta, le farmacie e le edicole. E fin qui, le misure sono quasi uguali a quelle del lockdown di marzo. La differenza sta nel fatto che stavolta i negozi aperti saranno molti di più.

Librerie, cartolerie e negozi di giocattoli

Dai negozi di elettronica, i benzinai, i rivenditori di attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio, alle librerie, le cartolerie, i negozi per bambini e neonati e quelli di intimo. Dai negozi di articoli sportivi e per il tempo libero, le concessionarie di auto e moto, i negozi di giocattoli, alle profumerie e erboristerie, i fiorai e i negozi per animali domestici.

Barbieri, parruchieri e lavanderie