Decreto ristori bis, Conte: “L’Iva al 4 per cento costa troppo” [VIDEO]

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte interviene al food festival del Corriere della Sera sul Decreto ristori bis. 

Decreto ristori bis, il premier Conte: "L'Iva al 4 per cento costa troppo" - www.meteoweek.com
Giuseppe Conte, presidente del Consiglio, in videocollegamento con il mastershow “Ristoranti, una questione politica”, nell’ambito di #CiboAregolaDarte, il food festival del Corriere della Sera. Credit: Giuseppe Conte Facebook

“Un’intervento sull’Iva così secco, al 4 per cento, prevede un’esposizione di spesa eccessiva, la vedo complicata”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte durante il mastershow “Ristoranti, una questione politica”, nell’ambito di #CiboAregolaDarte, il food festival del Corriere della Sera. E ha aggiunto: “Vedo una rimodulazione dell’Iva nell’ambito di una più complessiva riforma fiscale”.

La sospenzione della seconda rata Imu

L’intervento del premier fa riferimento al Decreto ristori bis, il provvedimento a sostegno delle categorie maggiormente penalizzate dall’emergenza coronavirus, portato oggi – venerdì 6 novembre – in Consiglio dei ministri (Cdm). “Oggi con il Consiglio dei ministri
entrano le misure del dl ristori bis”, ha detto Conte. E rispondendo allo chef Bottura nel corso del food festival ha citato tra le misure “la sospensione della seconda rata Imu”.

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Decreto ristori bis, il premier Conte: “L’Iva al 4 per cento costa troppo” – www.meteoweek.com Credit: Pixabay

I provvedimenti servono a frenare il virus, non a penalizzare qualcuno

Nel suo intervento, inoltre, Conte ha voluto sottolineare l’impegno del governo nel sostenere i lavoratori. “Non stiamo dando schiaffi a nessuno. Non c’è una deliberata volontà di penalizzare qualcuno”, ha spiegato. E poi ha aggiunto che le misure restrittive anti-Covid sono necessarie perché “il virus è un treno che corre” e “oggi c’è bisogno di ulteriori riduttori della velocità”, altrimenti “questo treno ci viene addosso”.

Un fondo ad hoc per i lavoratori

Oltre a una riforma fiscale e alla sospensione della seconda rata Imu, il presidente del Consiglio ha specificato che il Decreto ristori bis conterrà anche un fondo ad hoc per mettere risorse in caso di variazioni tra zone gialle, arancioni e rosse”. Per i territori considerati zona rossa si prevedono dunque indennizzi che potrebbero arrivare fino al 200 per cento dei rimborsi già erogati con il decreto Rilancio.

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Il costo per sostenere le zone rosse

Al momento le zone rosse sono Lombardia, Piemonte, Calabria e Valle d’Aosta: circa 700mila lavoratori che potrebbero accedere all’indennizzo. Ma solo aggiungendo la Campania supererebbero il milione. Per coprire tutti, il Governo potrebbe quindi stanziare un fondo da oltre un miliardo e mezzo, dal quale attingere a seconda delle necessità.

I genitori lavoratori e le partite Iva

Nel nuovo documento saranno contenute anche norme a sostegno dei genitori lavoratori, ad esempio il congedo parentale, il bonus asilo nido o il bonus baby sitter. Mentre per chi aveva già chiesto i contributi a fondo perduto del decreto Rilancio i soldi arriveranno direttamente sul conto corrente entro 15 giorni. I nuovi contributi a fondo perduto per le attività colpite saranno il doppio rispetto a quelli ottenuti prima dell’estate.