Decreto Ristori-bis, si va verso altre chiusure: la protesta dei governatori

Il “decreto Ristori-bis” approda venerdì 6 novembre in Consiglio dei ministri: oltre agli aiuti, elaborerà nuove possibili chiusure per altre Regioni. Continua la protesta da parte dei governatori. Di Maio: “Uno spettacolo indecoroso”.

conte decreto ristori-bis - meteoweek.com
il premier Giuseppe Conte – foto di archivio

Entro le prossime ore dovrebbe vedere la luce il “decreto Ristori-bis“, con il quale l’esecutivo stanzierà nuovi aiuti per commercianti, ristoratori, partite Iva, modulandoli in base alla geografia delle ultime restrizioni previste. Uno strumento, questo, che non punterà però solo ad illustrare le risorse che verranno messe a disposizione delle Regioni chiuse, ma anche di quelle che potrebbero in seguito aggiungersi alla lista delle zone rosse. Il ministero della Sanità si riunirà oggi, e visti i dati registrati in merito ai contagi nelle ultime 24 ore, potrebbero essere prese in considerazione per un nuovo cartellino rosso anche Umbria, Campania, Liguria, Toscana e la provincia di Bolzano.

In particolare, per ciò che riguarda la decisione di includere la Campania nelle aree gialle sono già sorte diverse polemiche. Se da un lato Giorgio Mulè (Forza Italia) ha spiegato, seccato, che la “l’’attribuzione delle zone sembra più una scelta politica che sanitaria“, il direttore Prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza ha prontamente replicato spiegando i 21 criteri con cui sono state stilate le liste, e che non si tratta di “alcuna scelta politica”. Ma anche i governatori sono in protesta – tra l’altro appoggiati dal leader della Lega Matteo Salvini – con Fontana (Lombardia), Ciro (Piemonte) e Musumeci (Sicilia) che non accettano la decisione dell’esecutivo.


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Lo scopo del Dpcm, per il quale Conte è stato appoggiato da tutti i leader di maggioranza, è quello di permettere alla curva dei contagi di riabbassarsi. E non vuole nemmeno escludere, tra l’altro, la possibilità che possano essere istituite zone rosse anche più piccole di una regione intera. La speranza è che per il periodo di Natale il Paese possa permettersi una riapertura consapevole e sicura, così da far respirare quei settori economici finiti sull’orlo della crisi.


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L’ordinanza del governo, però, non suona bene nemmeno alla Calabria, al momento guidata dal reggente Nino Spirli. Nella serata di ieri, in effetti, si sono tenute diverse manifestazioni a Cosenza e Reggio, sempre contro le chiusure imposte dal lockdown. Mentre anche a Bergamo, città che conta ormai 11mila morti a causa del Covid-19, i cortei si sono portati persino fino a casa del sindaco Gori.

Rivolte e proteste, queste, che per il ministro degli Esteri Di Maio rappresentano uno “spettacolo indecoroso delle regioni“, mentre la ministra Teresa Bellanova ha definito l’attacco dei governatori come un vero e proprio “scaricabarile” nei confronti del governo.