Zona rossa e arancione, si cambia ancora: nuove restrizioni nel weekend

Alcune regioni cambieranno la propria fascia di appartenenza, passando dalla zona gialla a quella arancione. Altre approderanno in zona rossa. Ma come cambieranno le regole dopo questo weekend?

conte zona rossa
Il premier Conte annuncerà la nuova disposizione delle regioni – meteoweek.com

Il prossimo weekend potrebbe essere quello che porterà ulteriori novità nel nostro Paese. Queste riguarderanno soprattutto le regioni che cambieranno la loro fascia di appartenenza, in merito all’emergenza Covid. La prima disposizione imposta dal Consiglio dei Ministri sarebbe già stata mutata sulla carta, ma i prossimi giorni saranno decisivi per stabilire eventuali nuove restrizioni. E dunque scatta l’attesa per capire quali saranno le regioni che passeranno dalla zona gialla a quella arancione, ma anche quelle che potrebbero passare direttamente alla zona rossa.

In questo momento, il Governo sta dialogando con i governatori delle regioni che dovrebbero essere coinvolte in questo cambiamento. Alcuni presidenti si dicono pronti a firmare subito i nuovi provvedimenti che modificheranno l’assetto dell’Italia a partire da lunedì prossimo. L’attesa per la nuova mappa nazionale sta per esaurirsi, dato che come ogni venerdì è atteso il rapporto dell’Istituto superiore di sanità sui dati emersi nella settimana appena trascorsa. E solo allora si potrà capire il modo in cui le Regioni risponderanno ai 21 indicatori che servono per decidere se imporre restrizioni più o meno dure.

Dati alla mano, sarà Roberto Speranza ad avere l’ultima parola in tal senso. Il ministro della salute sembra essere intenzionato a proporre il cambio di colorazione per quattro regioni. Si tratta di Campania, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. Sono tutte regioni che attualmente stazionano in zona gialla, ma che nelle prossime ore potrebbero approdare in zona arancione o addirittura in zona rossa. E la prima mossa la attueranno anche in questo caso i governatori. Luca Zaia e Stefano Bonaccini, a capo rispettivamente di Veneto ed Emilia Romagna, attueranno altrettante ordinanze per le proprie regioni.

Luca Zaia sembra concordare con le restrizioni in Veneto – meteoweek.com

Zona rossa, i provvedimenti in Emilia Romagna e Veneto

Si tratta di ordinanze che serviranno per abituare i propri conterranei alle nuove restrizioni decise dal Governo. Ma nel frattempo, queste serviranno per dare una stretta al flusso di persone nel weekend, in modo da ridurre gli assembramenti e i contatti sociali non necessari. Ma c’è di più: Zaia e Bonaccini hanno avviato una serie di contatti con il loro omologo friulano Fedriga, in quanto quest’ultimo sarebbe un po’ più restìo a dare il via libera a queste restrizioni. La sua preoccupazione riguarda soprattutto i bar e i ristoranti che sarebbero costretti a chiudere.

Leggi anche -> La Campania è zona arancione o gialla? Perchè è così difficile decidere

Leggi anche -> Il Veneto resta zona gialla, Zaia: “Stimolo a lavorare ancora di più” [VIDEO]

In ogni caso, sembra esserci un fronte comune tra i tre governatori, per quanto riguarda gli aiuti alle categorie colpite dall’ultimo Dpcm e da queste restrizioni. Bonaccini, Fedriga e Zaia chiedono ristori immediati per superare il nuovo periodo di ristrettezze economiche per ristoratori e altri imprenditori. Questo tema verrà trattato alla presenza del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’economia Roberto Gualtieri. Ma l’unica cosa certa è l’impegno assunto dal Governo proprio in questa direzione, visto che i primi bonifici previsti dal Decreto Ristori sono partiti.

Clicca qui e poi premi la stellina (Segui) per ricevere tantissime novità gratis da MeteoWeek

E poi c’è la Campania, la quarta e ultima (ma non per importanza) regione coinvolta da questo cambio di fascia. C’è chi continua a stupirsi per la permanenza di questa regione in zona gialla, tanto da valutare un’eventuale approdo in zona rossa. Invece sembra che si vada verso la soluzione “intermedia”, ovvero l’inserimento in zona arancione. Le immagini arrivate dall’ospedale Cardarelli di Napoli, con pazienti abbandonati per terra o rannicchiati sulle lettighe, rappresentano un campanello di allarme. E il timore è che questa situazione possa ripetersi in altre realtà.