Cactus importati illegalmente in pacchi postali: business da un milione di euro

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:52

Alcuni cactus appartenenti a specie in via di estinzione sono stati estirpati dai deserti cileni, messicani e americani e importati illecitamente per un business da un milione di euro. Due denunce e accertamenti in corso. 

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Il carico arrivava tramite l’invio in pacchi postali nell’Ue in violazione della normativa Cites. I cactus venivano detenuti illegalmente nel Riminese o venduti in mercati asiatici, in particolare Giappone e Cina, ed europei. Lo hanno scoperto i Carabinieri Forestali di Ancona, con il supporto dei Forestali di Morciano di Romagna (Rimini), coordinati dalla procura di Ancona, nell’operazione “Atacama” (dal nome di un deserto cileno) che si è svolta in due tranche: nei giorni scorsi sono stati sequestrati 171 cactus ad un presunto collezionista-trafficante di Misano Adriatico (Rimini). Adesso è indagato per concorso in traffico di specie a elevato rischio di estinzione previsto dalla legge che recepisce la Convenzione di Washington-Cites. Sono 19 i collezionisti di diverse nazionalità
coinvolti nei traffici internazionali di questa specie di piante.


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Già lo scorso febbraio, all’inizio delle attività investigative, erano state sequestrate a carico di un marchigiano, residente a Senigallia, altre 930 piante, estirpate illegalmente nel corso di 7 viaggi in Cile e Argentina, e importate illecitamente – per aggirare i controlli – attraverso il sistema dell’invio di “pacchi postali” all’interno dell’Unione Europea. Secondo la Forestale i due indagati, il riminese e il marchigiano, avevano legami di affari con una ventina di clienti e rivenditori. Si tratterebbe di 10 collezionisti stranieri e 9 italiani, ancora da verificare per un giro d’affari di almeno un milione di euro. Molte piante, appartenenti a varietà rarissime, raccolte nel deserto dell’Atacama in Cile  venivano esportate attraverso rivenditori residenti in Paesi asiatici, tra cui il Giappone; altre venivano vendute o acquistate in Europa per essere poi rivendute sul mercato illegale. Il giro di cactus protetti risale all’arresto nel 2029 di un cittadino americano per la vendita di alcune specie di cactus. Tutte le piante sequestrate nel corso dell’operazione “Atacama” sono state affidate all’Orto Botanico dell’Università di Milano che dovrà tenerle in carico senza rivenderle.