Rimpasto, Bonafede: “Non condivido le liturgie della vecchia politica”

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Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ha commentato la possibilità di un allargamento della maggioranza di governo.

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Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia. Credit: Alfonso Bonafede Facebook

L’allargamento di maggioranza non ci sarà. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in un’intervista rilasciata giovedì 19 novembre. Le dichiarazioni del numero uno di Palazzo Piacentini arrivano a seguito dell’intervista di Matteo Renzi, leader di Italia viva, in cui aveva annunciato che la “disponibilità” alla collaborazione, da parte di Forza Italia, “può produrre una novità politica”. 

Le dichiarazioni di Matteo Renzi

Questa apertura da parte di Renzi – già reduce da un patto del Nazareno fatto nel 2014 tra Partito democratico e FI – si è subito tradotta in diverse ipotesi all’interno del dibattito pubblico: dall’allargamento di maggioranza, al rimpasto di governo, passando appunto per un nuovo patto del Nazareno. Ma al momento l’esecutivo, così come il leader di FI Silvio Berlusconi, concordano sul fatto che l’intesa sarà sui temi e sui voti, mentre l’assetto del governo rimarrà invariato, con Forza Italia all’opposizione.

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Sì alla disponibilità, no all’allargamento di maggioranza

E lo ha assicurato anche Bonafede, ricordando al tempo stesso l’importanza di collaborare in un momento di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo. “Nessun allargamento della maggioranza – ha sottolineato il ministro della Giustizia – ma è doveroso in questo momento dialogare con le opposizioni. Sottoscrivo totalmente l’appello lanciato dal presidente Mattarella: collaboriamo, anche con posizioni critiche, ma senza sterili polemiche. L’Italia in questa fase ha bisogno del contributo di tutti”.

La collaborazione tra opposizione e maggioranza

La richiesta collaborazione tra maggioranza e opposizione è stato un argomento molto discusso nelle ultime settimane. Da una parte, l’opposizione lamenta da mesi la quasi totale esclusione dai processi decisionali che hanno caratterizzato lo stato di emergenza. Dall’altra, la maggioranza continua a invitare i partiti all’opposizione a fare critiche e proposte costruttive. Tanto che il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre aveva proposto ai leader di centrodestra l’istituzione di un tavolo di confronto con il governo. L’invito tuttavia era stato rifiutato.

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Il rimpasto di governo

A confermare l’invito del premier, ha aggiunto Bonafede: “Il confronto è sempre utile, proposte migliorative sono ben accette, ma senza confondere i ruoli. Sì, perché un conto è la disponibilità a collaborare, un altro conto è l’allargamento della maggioranza, che richiederebbe anche un rimpasto di governo. Il ministro si è espresso anche a questo proposito, dimostrandosi contrario: “Ho già detto più volte che non condivido le liturgie della vecchia politica, ancora più incomprensibili in questo difficile tempo che stiamo vivendo”. Ognuno resta nella propria posizione, dunque. Almeno fino alla prossima intervista.