Decreto Liquidità, prestiti garantiti: quindici anni per restituire i rimborsi

Proseguono le misure varate dal governo atte ad aiutare tutte le attività colpite gravemente dalla pandemia: allungato a quindici anni il periodo di restituzione di prestiti e rimborsi. La norma riguarda oltre un milione di aziende.

15 anni prestiti e rimborsi - meteoweek
foto di repertorio- meteoweek

Secondo quanto si apprende dal Messaggero, si allunga a quindici anni il periodo di restituzione del prestito fino a 30.000 euro garantito dal Fondo Pmi, gestito da Mediocredito Centrale. Si tratta del risultato di una delle misure principali del Decreto Liquidità, varata per dare la possibilità, alle attività economiche messe sotto scacco dalla pandemia, di far fronte alle difficoltà finanziare. Lo strumento, previsto dalla Legge di Bilancio approvata a dicembre, viene allungato di sei mesi fino al 30 giugno 2021, ed è stato già sfruttato da un milione e 50.000 beneficiari – per un totale erogato di 20 miliardi e mezzo di euro.

Quanto spetta e chi può richiedere lo strumento

Avere più tempo per restituire i prestiti ottenuti per pagare bollette, affitti, e i contributi ai dipendenti che non sono finiti cassa integrazione, permette alle aziende (dalle più piccole a quelle più grandi) di avere un sospiro di sollievo. Per usare lo strumento è necessario farne domanda, con la norma che prevede che “il beneficiario dei finanziamenti già concessi alla data di entrata in vigore della presente legge, può chiedere il prolungamento della loro durata fino alla durata massima di 15 anni, con il mero adeguamento della componente Rendistato del tasso d’interesse applicato, in relazione alla maggiore durata del finanziamento”. Il tasso d’interesse, si sottolinea, sarà “non superiore allo 0,20 per cento aumentato del valore, se positivo, del Rendistato con durata analoga al finanziamento”.

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È possibile dunque richiedere prestiti fino a 30 mila euro, garantiti al 100% dal Fondo di Garanzia, senza che l’istituto bancario vada a procedere con la valutazione del merito di credito. Il finanziamento, si sottolinea, non può superare il 25% dei ricavi, o il doppio della spesa salariale annua dell’ultimo esercizio utile.

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Tra i beneficiari, oltre alle Pmi si contano le persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, così come anche le associazioni professionali e società tra professionisti. Ammessi, però, anche gli enti non commerciali, inclusi quelli religiosi e quelli del terzo settore, e le attività finanziarie e assicurative. Chiaramente, per accedere allo strumento, l’attività d’impresa deve essere stata danneggiata dall’emergenza Covid-19.