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Crisi di governo, a Renzi non bastano le aperture di Conte: vuole il Mes

Non sono bastate le concessioni del premier Giuseppe Conte al leader di Italia viva Matteo Renzi: la discussione riparte dal Mes sanitario.

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Matteo Renzi, leader di Italia viva, ospite durante la trasmissione Tg2 Post. Credit: Matteo Renzi Facebook

Non sono bastate le “concessioni” del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al leader di Italia viva, Matteo Renzi. Nonostante il premier abbia fatto dei passi indietro per andare incontro all’ex sindaco di Firenze, la crisi sembra sempre dietro l’angolo. Il motivo? Per il senatore di Rignano non sono sufficienti lo stop alla Fondazione per il controllo dei Servizi di sicurezza, l’impegno di mettere più fondi sulla sanità e meno bonus nel Recovery Fund. Ora la partita si gioca sul Mes, il Meccanismo europeo di stabilità. Il problema non è quanti soldi vengono destinati alla salute pubblica, quanto più quali. L’idea dei renziani, infatti, era che i 9 miliardi per la sanità previsti nel Recovery Fund, venissero invece stanziati per cultura e turismo. E che la sanità venisse rinvigorita dai 36 miliardi che l’Italia riceverebbe ricorrendo al Mes sanitario.

L’insoddisfazione dei renziani

I tentativi di Conte di uscire dalla crisi sembrano non aver funzionato. Lo avrebbero confermato a Il Giornale i parlamentari di Italia viva: “Non basta”, avrebbero detto nel pomeriggio di giovedì 7 gennaio. A loro ha fatto poi eco lo stesso Renzi, ospite della trasmissione Tg2 Post. “Oggi è arrivato il documento che avevano cercato di approvare di nascosto in un Consiglio dei ministri un mese fa. Concretamente, le nostre richieste sono più soldi per la sanità che vuol dire prendere il Mes. Bisogna mettere più soldi su cultura, turismo, giovani. Mi spiegate perché non mettete i 36 miliardi del Mes sulla sanità? Oggi Conte dovrà dire sì o no, ha detto l’ex sindaco di Firenze. Una condizione inaccettabile per il presidente del Consiglio, dal momento che gli esponenti del Movimento 5 stelle sono categoricamente contrarie a fare ricorso al Fonda Salva Stati.

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Una situazione di stallo e l’isolamento di Renzi

La tregua che sembrava essere iniziata con l’arrivo del nuovo anno è già finita. Per due motivi sostanzialmente: innanzitutto perché i renziani lamentano di non mai ricevuto il testo del Recovery Fund, revisionato a seguito delle osservazioni di Iv. Ma soprattutto perché mercoledì 6 gennaio, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri non ha convocato Italia viva nell’incontro con Pd, Leu e M5s per chiudere il testo sui fondi europei. Nel frattempo le altre forze di maggioranza – Partito democratico e Movimento 5 stelle – si sono compattate per isolare Renzi con le sue pretese.

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Il testo del Recovery Fund

Il testo del Piano Italia per il Recovery Fund, alla fine, è arrivato nel tardo pomeriggio di giovedì 7 gennaio. Una bozza di 130 pagine è stata consegnata ai partiti di maggioranza, che però non sembrano soddisfatti. Il nodo sulla cabina di regia non è stato sciolto, anche se la task force di esperti non è più nominata, lasciando irrisolto uno dei punti cruciali della discussione tra Conte e Renzi. Per cercare ancora una soluzione, venerdì 8 gennaio il premier incontrerà i capidelegazione di maggioranza per fare il punto sul Recovery Fund. Allo stesso tempo Iv consegnerà il proprio documento finale sul tema.

 

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Giuseppe Conte, presidente del Consiglio. Credit: Giuseppe Conte Facebook