Succede negli Stati Uniti. La donna potrebbe essere condannata a morte per aver ucciso di botte la figlia del compagno di soli 14 mesi: era gelosa delle attenzioni che le dava il padre. Anche lui rischia la pena capitale

Un jury di Claiborne County, in Mississippi, ha dichiarato la 28enne T’Kia Bevily colpevole dell’omicidio della figlia del suo compagno Morris Bevily IV, la piccola Jurayah Smith, morta a soli 14 mesi il 22 ottobre del 2017. Ora la matrigna potrebbe anche essere condannata a morte. La donna, che non si aspettava il rischio della pena capitale, si è opposta al provvedimento, continuando a proclamare la propria innocenza.
Jurayah uccisa a 14 mesi
Stando alle ricostruzioni, T’Kia Bevily avrebbe ucciso la bambina approfittando dell’assenza del compagno di 30 anni, che le aveva affidato la piccola Jurayah. Me lei, al posto di prendersi cura della figliastra di 14 mesi, l’avrebbe barbaramente picchiata provocandole gravissime lesioni alla testa risultate fatali. Si ipotizza che la donna fosse molto gelosa della bambina e delle attenzioni che Morris le avrebbe rivolto. Ora alla sbarra finirà anche il compagno 30enne. Pure lui si è dichiarato innocente.

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La 28enne ora rischia la condanna a morte, ma la donna si è opposta a questa ipotesi considerando la pena eccessiva. Anche sua madre continua a ribadire l’innocenza della figlia, sostenendo che si tratti solo di una montatura e che non sarebbero state raccolte prove a sufficienza per dimostrare la colpevolezza di T’Kia. Lunedì inizierà invece il processo per il padre. Anche lui rischia la pena capitale. La mamma della piccola Jurayah, DeDreuna Smith, ha detto che l’esito del processo – durato cinque giorni – è un grosso sospiro di sollievo per lei e la sua famiglia.





