Rissa all’interno del Movimento 5 Stelle: Draghi sì o Draghi no

Stasera il Movimento 5 Stelle incontrerà per ultimo il premier incaricato Mario Draghi. Intanto domani 10 e giovedì 11 febbraio sarà la piattaforma Rousseau a decidere se i grillini sosterranno o meno il futuro governo Draghi.

Secondo Crimi dopo l’ulteriore incontro di questa sera con Draghi, il partito avrà più elementi chiari per votare il sostegno. Non riuscendo a trovare una via comune e prendere una decisione unanime, il Movimento si affida agli iscritti alla piattaforma online. Il Senatore Crimi non nasconde il suo fastidio verso chi, all’interno del partito, sta agitando gli animi e aizzando il fuoco contro il premier incaricato. “Chi in queste ore si sta agitando per far prevalere la propria contrarietà, o meno, lo fa senza nemmeno conoscere quali iniziative politiche il presidente incaricato intende proporre.” Il riferimento sembra esplicito verso Di Battista e non solo. Le sue ragioni del No non vertono sulla persona di Draghi e sulla sua autorevolezza, ma è “un contrasto sul piano politico”.

Sul fronte opposto il premier uscente Giuseppe Conte si sta battendo affinchè il movimento resti al tavolo “per dare all’Italia una prospettiva diversa e per non voltare le spalle al Paese”.  A sostenere l’entrata dei grillini nella maggioranza Draghi è anche il ministero degli Esteri Luigi Di Maio. L’ex vicepremier sottolinea la loro posizione fondamentale di ago della bilancia, “siamo stati decisivi nel Conte I, fondamentali nel Conte II e continueremo ad essere determinanti”.

Il Movimento 5 Stelle con la caduta di Conte e l’arrivo di Draghi si è mostrato più fragile di quanto sembrasse. Con questo voto rischia di dividersi tra ala governista che segue Beppe Grillo e Giuseppe Conte e l’altra ala dei dissidenti guidata da Di Battista. Questo ha portato alla scelta della votazione su piattaforma Rousseau. Ma molti ministri e governisti giudicano ridicola questa scelta.

Draghi sì, Draghi no, Rousseau sì, Rousseau no. La possibile scissione del Movimento 5 stelle

movimento 5 stelle

Infatti c’è chi manifesta il disappunto sulla la scelta sulla piattaforma online come il deputato Giorgio Trizzino che ricorda “essere eletti a cariche parlamentari comporta la grande responsabilità di saper rappresentare fedelmente la volontà dell’elettore.” Criticando la scelta di rinunciare di assumersi quella responsabilità è un chiaro segno di sfiducia. Nella speranza che questa decisione venga rivalutata Trizzino fa pesanti dichiarazioni: “Non mi saprei più riconoscere in un movimento che incoraggiasse la deresponsabilizzazione dei propri parlamentari nei momenti più delicati della vita istituzionale.” Le scelte degli ultimi giorni stanno creando una vera e propria rissa che non sarà priva di conseguenze.

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Giorni di fuoco all’interno del Movimento 5 Stelle e le critiche arrivano anche dagli stessi elettori scontenti. La scelta emersa, prima che i dissidenti interni aizzassero gli animi, di appoggiare il governo dell’ex presidente della Bce ha sconvolto gli elettori pentastellati. I grillini sono stati accusati di essere dei “poltronari”, di essere attaccati alla poltrona e scendere a patti con chiunque pur di rimanere al governo. Era già successo con la Lega e con il Pd nei governi precedenti, ma ora Draghi non riescono ad accettarlo come l’ennesima resa. C’è chi chiede loro di tornare all’opposizione, idea che non dispiace ad alcuni senatori come Danilo Toninelli, contrario ad un supporto a Draghi.

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Resta solo da aspettare l’esito della votazione. I detrattori dell’entrata del Movimento in questa maggioranza si affidano con ansia sperando nei numeri. Mentre chi è favorevole al governo Draghi si mostra inquieto e turbato da questa scelta sperando che gli scettici si convincano. Se vincerà il sì i “no-Draghi” resteranno e molti sono in Senato. Cosa succederà se vincerà il No? Molti dubbi sorgeranno sul futuro del Movimento. Un’atra scelta da fare in questi giorni è il voto a quello che sarà il nuovo capo politico del partito. Tra le vari opzioni c’è anche la figura di Giuseppe Conte. Ma molto dipenderà dalla scelta su Draghi. Alla luce dei risultati vi saranno sicuramente delle conseguenze interne al partito e di conseguenza della maggioranza che potranno portare anche ad una scissione.