Roma, medici e infermieri positivi dopo il vaccino: “Non sappiamo se sono anche infettivi”

Segnalati a Roma diversi casi di medici e infermieri positivi dopo la somministrazione del vaccino anti Covid-19. La comunità scientifica: “Non sappiamo se chi è stato infettato dopo il vaccino è anche infettivo”. 

medici positivi dopo vaccino - meteoweek
medici e infermieri positivi dopo vaccino anti Covid-19 – meteoweek.com

Segnalati casi di positività post vaccino anti Covid-19. Dati report pubblicati dalle Asl romane, è emerso che 12 tra medici e infermieri sono stati ritrovati con l’infezione in corpo nonostante la somministrazione di entrambi le dosi del siero Pfizer. La loro positività al Covid è saltata fuori dopo alcuni esami di routine, a seguito di alcuni focolai scoppiati nei reparti. Secondo quanto si apprende, nella Asl Roma 1 ha risultare contagiato nonostante il vaccino in corpo è l’infermiere di una casa di cura di Monte Mario. Nella Asl Roma 3 si tratta di un operatore sanitario di un ospedale al Torrino, mentre due sono i casi registrati nella Asl Roma 4 – un infermiere dell’Aurelia Hospital e uno del San Camillo. Maggiori i casi registrati nella Asl Roma 5, dove sono stati invece segnalati 8 positivi vaccinati tra medici e infermieri.

“Non sappiamo quanto e se sono contagiosi i vaccinati”

Come sottolineato dal direttore del Sisp locale, Alberto Perra, non può trattarsi di un unico focolaio, dato che i sanitari positivi nonostante il vaccino lavorano tutti in strutture diverse. Secondo quanto spiegato al Messaggero da Massimo Andreoni, virologo del Policlinico Tor Vergata, è invece possibile ma “non significa automaticamente che il vaccino è stato poco efficace”.

LEGGI ANCHE: Omicidio Laura Perselli: “Strangolata con una corda, non poteva difendersi”

“In tutti i casi che abbiamo preso in esame finora, ci siamo trovati davanti a persone completamente asintomatiche” – sottolinea l’esperto – tanto che la loro positività è stata scoperta attraverso prassi di ruotine. Il virologo Andreoni ricorda inoltre vaccinarsi non significa bloccare l’infezione e il contagio dal virus, quanto piuttosto “bloccare la malattia“, gli effetti del Covid-19.

LEGGI ANCHE: Donna morta a Pavia, il convivente 28enne: “L’ho strangolata”. Rimasto 3 giorni in casa col cadavere

La comunità scientifica sta ancora cercando di capire, però, se “chi è stato infettato dopo il vaccino è anche infettivo“, e quindi può essere contagioso per gli altri. Luigi Toma, infettivologo dell’Ifo, propone tuttavia un confronto con altri tipi di virus, già ampiamente studiati in letteratura. “Per le malattie infettive classiche, c’è la possibilità che una persona vaccinata contragga la stessa patologia per cui ha ricevuto il vaccino. Ed è molto probabile che questa persona non abbia sintomi. Quanto però possa essere contagiosa è un aspetto estremamente variabile, cambia a seconda del tipo di paziente e del ceppo virale dal quale viene infettato”, spiega infatti ai giornalisti che lo hanno intervistato. Ed è per questo che la massima allerta deve essere disposta sulle nuove varianti in circolo – anche in Italia – ed è bene continuare a mantenere tutte le misure di precauzione e sicurezza necessarie.