Covid, in Svezia alcune città vietano l’uso delle mascherine

Covid in Svezia, alcune città mettono al bando le mascherine: «Nessuna prova scientifica che siano sicure». Il medico Cartabellotta: «Un clamoroso fallimento puntare sull’immunità di gregge». Negli Usa si useranno i Dpi fino al 2022

Covid, in Svezia alcune città vietano l'uso delle mascherine

Cambia la strategia per affrontare il Covid in Svezia. Nel Paese scandinavo, infatti, alcune città hanno iniziato a vietare l’uso delle mascherine. La cittadina di Halmstad, ad esempio, ha recentemente costretto un insegnante a togliersi la mascherina e vietato tutti i tipi di protezione nelle scuole. I funzionari, ricorda Il Messaggero, hanno motivato il provvedimento sostenendo che non ci sono prove scientifiche per indossare mascherine, citando un report dell’agenzia di sanità pubblica svedese.

Covid e mascherine: il caso della Svezia

Oggi le mascherine sono obbligatorie in alcuni luoghi e in orari precisi, ma, nonostante il Paese sia ancora nel pieno della pandemia, le cose stanno cambiando. Solo a dicembre il primo ministro Stefan Lofven ha l’uso dei dispositivi almeno sui trasporti pubblici. Ma con qualche difficoltà, soprattutto per quanto riguarda i viaggi. Si consigliava infatti l’uso dalle 7 alle 9 e dalle 16 alle 18 per i nati «nel 2004 e prima» che non avessero un posto riservato sui mezzi.

Dopo Halmstad è stata quindi la volta del comune di Kungsbacka. «Sulla base delle analisi dei rischi che abbiamo svolto nella nostra attività, non c’è motivo di indossare dispositivi di protezione». Lo ha detto Ulrika Granfors, capo dell’Amministrazione della Cultura e del Tempo libero dell’ente, la quale ritiene che «le misure già prese presso le biblioteche siano sufficienti». All’amministrazione basta infatti sapere «quante persone sono nelle biblioteche contemporaneamente», così da mantenere il distanziamento sociale nella struttura. Il caso è diventato nazionale, e ora altre cittadine stanno seguendo gli esempi di Kungsbacka e Halmstad.

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Gli «oppositori» del modello svedese

Ma le decisioni di questi comuni hanno anche suscito alcune polemiche. Come quelle di Nino Cartabellotta, medico e presidente Gimbe, secondo cui puntare sull’immunità di gregge è «un clamoroso fallimento», ha twittato. In Svezia, afferma, si registra infatti un «eccesso di mortalità del 12% rispetto al 2015-2019 tra i Paesi scandinavi».

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Opposto al modello svedese c’è anche l’immunologo Anthony Fauci, membro della task force della Casa Bianca per il contrasto al Covid-19 negli Usa. Intervistato dalla CNN, Fauci ha detto di non sapere quando si uscirà dalla crisi, ma che l’uso delle mascherine sarà probabilmente necessario fino al 2022. Secondo l’esperto, prima di smettere di usare le protezioni bisogna far calare le infezioni. «Voglio che continuino a scendere fino ad un livello così basso da non rappresentare virtualmente più alcuna minaccia».