La metà delle mascherine cinesi sono irregolari e non proteggono

Il 50% delle mascherine cinesi non filtrano, i dispositivi di protezione quindi non proteggono e sono per questo irregolari. Lo studio condotto da un metrologo di Torino spiega che queste mascherine sono inefficaci.

Marco Zangirolami, nel suo laboratorio privato a Torino ha misurato il grado di protezione in uso negli ospedali. Le mascherine messe in commercio provenienti dalla Cina, non filtrano come dovrebbero. Infatti, su un centinaio circa la metà non protegge, questo è dovuto anche al fatto che sono adattate ai tratti somatici orientali, spiega il metrologo. La metà delle Ffp2 importate dalla Cina quindi risulta essere inefficace, questo crea non pochi problemi a livello di contagiosità.

Sono state sequestrate ben 6 milioni di mascherine Ffp2 e Ffp3 dai Nas dei Carabinieri perchè irregolari e difformi dagli standard europei. Le mascherine provenienti dalla Cina riportavano i certificati di conformità contraffatti. Un rischio per la salute pubblica perchè inefficaci contro il Covid19. Il 10% delle mascherine cinesi si sono rivelate inutili e non conformi. Alla procura di Roma si parla di Chinese job per questa truffa che ha delle ripercussioni sanitarie serie. Sono circa 55 milioni di mascherine che sono state messe in commercio e a volte utilizzate anche all’interno degli ospedali.

Come sono arrivate le mascherine cinesi contraffatte nel nostro mercato?

Ma di chi è la colpa che queste mascherine cinesi contraffatte sono arrivate nel nostro paese e sono state messe in commercio? All’inizio della pandemia, infatti, le mascherine si cercavano come l’oro perchè vi era una forte scarsità nel nostro paese di dispositivi di protezione individuale. L’emergenza non poteva aspettare e la necessità era tanta. Questo costringe il governo Conte bis a permettere l’importazione nel nostro Paese di mascherine sprovviste del marchio Ce e autorizzarne il commercio. Quindi, le mascherine non conformi alle direttive dell’Unione europea sono arrivate in commercio in modo legale, cavalcando l’onda dell’emergenza e della necessità in cui ci trovavamo.

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Il governo però aveva previsto la certificazione delle mascherine cinesi da enti privati rispetto agli standard europei di filtraggio. Molti certificatori si sono improvvisati o sono stati corrotti per smerciare le mascherine contraffatte. Questo ha avuto però ripercussioni sulla salute pubblica e la responsabilità è ricaduta anche sulle istituzioni. Finisce in questa truffa anche Arcuri e la Protezione Civile. La truffa delle aziende cinesi ha portato probabilmente anche a focolai interni agli ospedali perchè troppo tardi segnalate erano arrivate già nelle strutture.

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Le mascherine cinesi con il certificato falso filtrano circa il 36% contro il 95% richiesto secondo le norme. Questa truffa dura in sostanza da circa un anno. La causa primaria purtroppo ricade sempre sulla nostra costante necessità di materiali per fronteggiare l’epidemia e la nostra eccessiva richiesta ha fatto approfittare la Cina.