In Italia la campagna vaccinale stenta, ma la colpa è anche dell’Ue

Il fallimento della campagna vaccinale non riguarda solo l’Italia: è tutta l’Unione Europea a essere drammaticamente in ritardo.

Hans Kluge, presidente per l’Oms in Europa

Un giudizio sul cambio di rotta introdotto dal Governo Draghi potremo darlo solo alla fine, ma finora la campagna vaccinale in Italia non può che essere giudicata fallimentare. Le colpe nono solo solo delle aziende farmaceutiche, che non rispettano le consegne e le quantità previste dai contratti, ma di tutta la classe politica, sia essa nazionale, regionale che europea. Ursula Von der Leyen dice che l’Europa si è mossa in ritardo, “Siamo stati troppo ottimisti e forse troppo fiduciosi che quelli che avevamo ordinato sarebbero stati consegnati in tempo” ma la presidente della Commissione europea dimentica che lei è la responsabile dei contratti firmati con le aziende e sua la competenza sulla contrattazione delle forniture.

Intanto si registra un grossa impennata di casi in Europa tanto che lo stesso Oms lancia l’allarme. I ritardi nelle vaccinazioni sono inaccettabili. I vaccini rappresentano il nostro modo migliore per uscire da questa pandemia. Il ritardo sul loro lancio sta prolungando la pandemia” ha scritto in un comunicato il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, Hans Kluge.

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Ursula Von der Leyen

Anche Mario Draghi ha lanciato il suo j’accuse. Cittadini europei hanno la sensazione di essere stati ingannati da alcune case farmaceutiche, penso soprattutto ad AstraZeneca” ha detto il premier. Frase che fa coppia con il disastro di questa mattina: la Toscana riceverà le 70.000 dosi attese per oggi dalla casa farmaceutica anglo-svedese solo tra una settimana. Un ritardo che rischia di rallentare tutto il sistema e che si accompagna con un altro rinvio, quello di Moderna. “Attendiamo l’invio di 30, forse 35 mila dosi che sarebbero dovute arrivare in giornata ma al momento non abbiamo notizie certe ed è probabile che l’invio possa slittare a domani – ha dichiarato il presidente della regione Toscana Enrico Giani -. Contatteremo le persone che si sono iscritte sul portale regionale e che aspettano il vaccino solo una volta che le dosi saranno effettivamente arrivate, per evitare che si creino attese che poi non si realizzano“.

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In Italia l’ultimo tentativo di implementare la capacità di somministrazione e quindi il numero di persone abilitate si scontra però con la realtà e con il parere del Sindacato dei Medici Italiani. “Le difficoltà nel far partire velocemente la campagna vaccinale anti Covid non sono legate alla disponibilità dei medici vaccinatori, ma al numero irrisorio di dosi che vengono distribuite ai medici di medicina generale” ha detto Pina Onotri, segretario generale del Sindacato.

Il generale Figliuolo oggi ha fatto visita all’hub vaccinale di Cagliari, ieri a quello di Bergamo e Dalmine. Il Commissario all’emergenza da Covid-19 vuole controllare di persona dopo il disastro della regione Lombardia e i tentativi di “indipendenza vaccinale” delle regioni. Poi ribadisce il suo obbiettivo di 500mila inoculazioni al giorno, ma per quanto possa mettere su una macchina funzionante, senza dosi sarà impossibile mantenere la promessa di vaccinare l’80% della popolazione.

Si scatena intanto in Europa la guerra a chi si accaparra prima e più dosi di vaccino. Ieri si è diffusa la notizia che il cancelliere austriaco Sebastian Kurz avrebbe trattato con la Russia per la fornitura di un milione di dosi del vaccino Sputnik V, scavalcando le indicazioni dell’Unione europea che non ha dato l’ok al vaccino. Inoltre l’Austria ha posto il veto alla Commissione Ue (che ha bisogno dell’unanimità degli stati Ue) dall’assicurarsi altri 100 milioni di dosi di Pfizer a meno che Vienna non ottenga una fetta maggiore di vaccini.