Libro “Parassiti”: l’inchiesta sul fisco italiano e sull’evasione fiscale

“Parassiti”, il nuovo libro di Di Nicola, Proietti e Pitoni sul fenomeno dell’evasione fiscale, edito da PaperFirst da oggi in libreria. 

“Parassiti” di Primo di Nicola, Antonio Pitoni e Ilaria Proietti

207 pagine organizzate in 9 capitoli interamente dedicati all’evasione fiscale, agli scandali legati al mondo del fisco. Dietro le pagine del libro si nasconde il lavoro dei tre autori, Primo di Nicola, Antonio Pitoni e Ilaria Proietti. In “Parassiti. Ladri e complici: così gli italiani evadono (da sempre) il fisco“, si vuole spiegare il modo in cui si è arrivati a 107 miliardi di euro che ogni anno vengono sottratti al fisco.

«Una giungla di favori»

Gli autori parlano di una «giungla di favori iniziata a germogliare dalla nascita della Repubblica e cresciuta a dismisura nei decenni successivi». Nel libro, il Senatore del M5S Di Nicola e i due giornalisti Pitoni e Proietti hanno trattato anche il tema degli «impegni mancati, dei solenni proclami dei politici» per provare a spiegare «l’andazzo di una guerra, combattuta solo a parole, e di come e quanto i contribuenti onesti siano stati presi in giro» in Italia. Ma si può andare avanti così? I tre autori, con fermezza, rispondono «no». Il perché è presto spiegato nel libro.

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«Se si vuole voltare pagina, il primo segnale dovrebbe venire da una profonda revisione del sistema fiscale e dell’amministrazione finanziaria». Questo perché «alla lunga, non può esserci un patto civile che regga tra i cittadini se la metà di loro si sottrae ai propri doveri comportandosi da delinquenti fiscali di ladri di democrazia» spiegano Di Nicola, Pitoni e Proietti.

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Ad alimentare il fenomeno scandaloso dell’evasione fiscale anche l’Irpef da lavoro dipendente irregolare; le locazioni, il canone RAI, ma anche le accise sui prodotti energetici, l’Imu e la Tasi. Se si tiene conto dei consumi degli italiani, affermano «avrebbero dovuto e potuto scatenare una guerra senza quartiere dello Stato, dell’amministrazione finanziaria e del Parlamento contro i contribuenti fedeli». Ma questo non accade. Ed è per questo stesso motivo che chi evade, scrivono gli autori, «può dormire sonni tranquilli» e continuare a fare «gli affari loro e in barba al fisco.