Centrodestra spaccato dal Copasir, Meloni chiede di far rispettare la legge ma Salvini non molla

Il centrodestra si divide sul controllo dei servizi segreti. Fratelli d’Italia rivendica la presidenza del Copasir, il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, attualmente gestito dalla Lega. I due partiti sono sempre più distanti. 

COPASIR

Un partito in maggioranza, il Carroccio di Salvini e l’altro unico garante dell’opposizione in questo governo che include tutti, Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. I due partiti alleati hanno sempre corso nella stessa direzione nonostante la concorrenza interna non sia mai mancata. La Meloni, infatti, ha soffiato più di qualche voto al collega sovranista Matteo Salvini. Dall’inizio di questa esperienza europeista e moderata del leader leghista all’interno del governo Draghi, i due partiti si sono trovati su sponde opposte.

I due non hanno mai smentito o destato dubbi sul fatto che la coalizione del centrodestra non subisse alcun danno a causa di questa separazione. Una separazione momentanea, come hanno tenuto sempre a sottolineare, finita l’emergenza tutto tornerà come prima. Ma le tensioni sono inevitabili, soprattutto quando ci si trova in due posizioni diverse. La Meloni sostiene che Fratelli d’Italia, essendo l’unico partito all’opposizione del governo Draghi dovrebbe essere a capo della Copasir. Al momento però a presiedere il Copasir è Raffaele Volpi della Lega. I due partiti, dunque, si trovano su un terreno di scontro e dovranno giungere ad una conclusione.

Anche il Pd e Forza Italia si sono espressi sulla richiesta legittima della Meloni. Infatti, la presidenza di questo comitato deve essere affidata all’opposizione per permettere un controllo del governo e dunque non può essere un partito interno al governo a gestirla. Ma la Lega non vuole cedere alla sua alleata il comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti. Chiama in causa un precedente per legittimare la sua irremovibilità, ovvero quando nel 2012 D’Alema rimase a capo del Copasir anche dopo l’entrata del Pd nel governo Monti.

LEGGI ANCHE: Zaia: “I parametri per stabilire il colore delle Regioni sono superati”

Per FdI non regge questa comparazione perchè il governo Monti era esclusivamente tecnico, a differenza di questo che ha una connotazione molto più politica che tecnica. Così Salvini si trova con le spalle al muro e chiama in causa i presidenti delle due camere. Fico e Casellati dovevano decidere le dimissioni di Volpi, ma i due si pronunciano impossibilitati ad imporre dimissioni. Di conseguenza, i presidenti di Camera e Senato lasciano la palla ai partiti. La richiesta di Fratelli d’Italia “potrà essere soddisfatta esclusivamente attraverso accordi tra le forze politiche“.

Meloni e Fratelli d’Italia scuotono l’opposizione – meteoweek.com

Fratelli d’Italia “scandalizzati” dalla decisione delle camere sul Copasir

Questo lavarsi le mani dei presidenti delle camere lascia “scandalizzati” gli esponenti di Fratelli d’Italia che li mette ancora di più sul piede di guerra. La lotta tra i due partiti è sempre più accesa e crescono sempre di più le tensioni tra i due partiti del centrodestra. La presidenza del Copasir è solo un altro punto su cui Meloni si scontra con Salvini. Un altro tema molto caldo sono le amministrative delle grandi città che destano preoccupazioni anche al centrosinistra, soprattutto Roma. La scelta dei candidati al Campidoglio si divideva su Bertolaso voluto dalla Lega e Abodi, capo dell’istituto del credito sportivo. L’ex capo della Protezione civile però ha deciso di non candidarsi e ora tocca trovare un altro nome che vada bene ad entrambi. Anche a Milano i due partiti non riescono a trovare un nome comune.

LEGGI ANCHE: Elezioni Roma, non c’è alternativa a Virginia Raggi

Il centrodestra spaccato tra Meloni e Salvini sulla vicenda del Copasir. Il leader del Carroccio non è intenzionato a mollare la presa e fare passi indietro. La leader dell’opposizione Giorgia Meloni preme per far rispettare la legge. Secondo la legge, infatti, la presidenza del Copasir spetta all’opposizione per garantire il controllo. Dopo la risposta dei presidenti delle camere che non hanno voluto far rispettare tale norma, Meloni chiama in causa il capo dello Stato Sergio Mattarella. Questa vicenda non passerà inosservata per i due partiti che sono sempre più divisi e su sponde opposte.