Elezioni Roma, non c’è alternativa a Virginia Raggi

Se Carlo Calenda non ha intenzione di fare passi indietro sulla sua candidatura, Virginia Raggi sembra essere la favorita.

L’unica alternativa a Virginia Raggi è Virginia Raggi. Vero, che la Sindaca è sempre più isolata sul fronte della maggioranza comunale. Vero anche, d’altra parte, che al momento resta la favorita. Soltanto qualche giorno fa, il Primo Cittadino ha perso i consiglieri Donatella Iorio e Marco Terranova che, infastiditi dall’esposizione mediatica della pentastellata, hanno lasciato la chat dei consiglieri. Probabilmente un scusa per abbandonare Virginia e seguire, invece, la strada aperta da Luigi Di Maio che propone un M5S in linea con il progetto di “forza liberale e moderata”. Proprio di quel movimento la Raggi ha perso l’appoggio, nonostante  l’iniziale entusiasmo di Beppe Grillo. L’alleanza del M5s con il Partito Democratico – i rapporti tra i dem e la Raggi sono pessimi – ha inoltre lanciato Roberto Gualtieri nella corsa al Campidoglio. Ma Virginia ha davvero rivali?

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Secondo l’istituto Izi per Repubblica, la sindaca uscente del M5s è nettamente in testa e al secondo turno vincerebbe la sfida contro il centrodestra. Queste le stime di qualche settimana fa quando l’ipotesi dell’ex Ministro dell’Economia, allora ipotetico candidato del Pd, raccoglieva il 17,9%. La Raggi, al contrario, il 26,2% dei consensi. Le elezioni comunali sono slittate a ottobre ma ad ora la sindaca uscente è in vantaggio. In vantaggio anche per il sondaggio sulle elezioni comunali del 2021 realizzato da LAB 2101 da cui risulta Virginia Raggi al primo posto con il 30,1%, Guido Bertolaso al secondo con 27,3%, Roberto Gualtieri al terzo posto con il 21,8%.

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Lo studio si è basato su 813 interviste realizzate tra l’8 e il 14 marzo su un campione rappresentativo di cittadini maggiorenni residenti a Roma. Anche in questo caso, la Sindaca uscente è in vantaggio rispetto al centrodestra e al centrosinistra. I risultati presi in esame, però, riguardano la possibilità che l’ex ministro dell’Economia sia il candidato unico per il centrosinistra e che Carlo Calenda alla fine decida di non presentarsi alle elezioni.

E Calenda?

Un’ipotesi da cui Carlo Calenda è sempre più lontano. Da parte sua non appare esserci né l’intenzione di ritirarsi, né quella di partecipare alle primarie. “Come ho spiegato molte e molte volte non mi ritiro anche se si candidassero Zingaretti, Gualtieri, Sassoli, Gentiloni, Letta, Madia, Conte, separati o tutti insieme. Unico caso di forza maggiore, Francesco Totti. E non escludo che dopo questo post il Pd glielo vada a chiedere”, ha scritto sui social, spegnendo così le voci di quanti ne ipotizzavano il ritiro in caso di candidatura di Nicola Zingaretti. di Proprio l’ex segretario dem, però, metterebbe tutti d’accordo e toglierebbe dagli impicci Enrico Letta, che ha tra le mani il dossier di Roma. Ai suoi occhi, il leader di Azione appare più pericoloso della Raggi. Alle elezioni mancano ancora dei mesi. La campagna, però, sembra ormai essere entrata nel vivo.