“La comunità internazionale intervenga in Myanamar” – Intervista ad Albertina Soliani [VIDEO]

Albertina Soliani è presidente dell’Associazione parlamentare Amici della Birmania e amica della presidente birmana, arrestata all’inizio del golpe. Abbiamo raccolto la sua intervista per MeteoWeek.

C’è grande apprensione anche in Italia per le sorti del Myanmar, colpito due mesi fa da un colpo di stato militare guidato dal comandate Min Aung Hlaing , e per le condizioni di Aung San Suu Kyi, la presidente birmana e nobel per la pace, arrestata con l’incredibile accusa di importazione illegale di walkie-talkie.

Intervistata a MeteoWeek, interviene sulla vicenda Albertina Soliani, già Sottosegretaria di Stato durante il Governo Prodi I e senatrice, nonché presidente dell’Associazione parlamentare Amici della Birmania. La Soliani vanta da lungo tempo una stretta amicizia con la presidente e per questo si dice molto preoccupata per le condizioni della sua detenzione.

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Non sappiano dove si trovi la presidente San Suu Kyi, dal 1 febbraio è scomparsa – dichiara Soliani -. Si dice che fosse ai domiciliari, poi trasferita in un luogo imprecisato. Non conosciamo le sue condizioni. E’ apparsa due volte in video durante le udienze, accusata di reati assurdi, ma non ha mai incontrato il suo avvocato e non ha mai visto nessuno.”

La comunità internazionale deve muoversi, così come chiede il popolo birmano – continua –. L’Unione europea, l’Onu e i vari leader hanno condannato il colpo di stato ma non è sufficiente. Bisogna intervenire con azioni mirate sui capi del golpe, impedendo loro qualsiasi riconoscimento internazionale e togliendo loro i capitali accumulati all’estero, ma bisogna anche fare politica: dialogare con la Cina, la Russa, l’India e gli altri paesi influenti. Gli Stati Uniti devono guidare questo dialogo affinché il Myanmar non resti schiacciato sotto le posizioni dominanti dei grandi paesi vicini. Non deve passare l’idea che la Via della Seta e il futuro del mondo siano schiacciati dai militari. Il dialogo deve prendere il posto delle violenze.”

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In questi giorni la polizia ha aperto il fuoco su alcuni partecipanti a un funerale, il risultato è stato 114 morti tra cui molti bambini. “Questi non sono militari ma un gruppo di terroristi e ladri. Mentre portano via le persone per arrestarle rubano tutto ciò che trovano nelle loro case

Quale richiesta per il Presidente del Consiglio e per il Ministero degli Esteri da parte dell’Associazione e della Soliani? “So che il Ministero sta sostenendo gli indirizzi dell’Onu e dell’Ue. Ma occorre un movimento più forte e più vasto sostenuto da tutti i cittadini. Ho inviato richiesta ufficiale di entrare in Myanmar e di potere incontrare San Suu Kyi. Non è solo la battaglia del Myanmar ma è per tutti i popoli del mondo” conclude la Soliani.