Vertice sul clima, Johnson ai capi di Stato: «Mondo sia serio negli impegni»

È cominciato oggi il vertice sul clima che vede impegnati i capi stati mondiali. Johnson invita a prendere sul serio l’impegno ambientale, Biden raddoppia obiettivo Usa sul clima. 

Vertice Clima-Meteoweek.com

È partito oggi il vertice sul clima che vede la partecipazione di 40 capi di Stato con inviati speciali Onu, capi di imprese ecc. In questo contesto, il presidente Usa Joe Biden è intervenuto annunciando che raddoppierà l’obiettivo del suo Paese sul clima tagliando le emissioni tra il 50 e il 52% entro il 2030. «Non si può negare la scienza. La lotta ai cambiamenti climatici è una grande opportunità per l’economia, per creare milioni di posti di lavoro», ha detto Biden. «Siamo risoluti ad agire. È il decennio decisivo per evitare le conseguenze peggiori: dobbiamo agire. Questo vertice è il primo passo del cammino che dobbiamo fare insieme».

Il primo ministro inglese Boris Johnson ha invece inviato un messaggio in cui invita «il mondo a essere serio» negli impegni per l’ambiente. Johnson punta ad accelerare l’obiettivo del taglio emissioni di carbonio dal 68% nel 2030 e al 78% nel 2035.

Intanto aumenta la pressione sul presidente Usa Biden, in particolare da parte delle Ong, affinché non prenda accordi in merito all’ambiente con il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro. Nelle ultime settimane Bolsonaro «ha cambiato per la prima volta il suo discorso ostile nei confronti delle popolazioni indigene e della conservazione dell’ambiente, ma in realtà nulla è cambiato nella pratica», ha riferito all’Ansa Manuela Carneiro da Cunha, membro Commissione Arns.

La scorsa settimana, Bolsonaro ha scritto una lettera a Biden in cui si impegnava ad abolire la deforestazione illegale dell’Amazzonia entro il 2030. «Non ci si può fidare delle promesse, si possono prendere in considerazione solo obiettivi che possono essere verificati da organismi appropriati», ha proseguito Carneiro da Cunha.

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«Siamo sull’orlo dell’abisso, dobbiamo essere sicuri che il prossimo passo sia nella direzione decisiva e giusta», ha avvertito il segretario generale Onu, Antonio Guterres. Intanto, a Londra, la polizia ha arrestato 9 manifestanti del gruppo ambientalista radicale Extinction Rebellion. Erano tutte donne e avevano assalito la sede centrale del colosso bancario Hsbc a Canary Wharf, spaccando vetrine e finestre. La protesta aveva lo scopo di denunciare l’ipocrisia attribuita in materia a Hsbc, così come ad altri enti economici e diversi governi.

In collegamento dalla Russia, Vladimir Putin ha parlato di interesse del suo Paese nel «galvanizzare la cooperazione internazionale», asserendo che Mosca si impegna a rispettare gli obiettivi prefissati e potrebbe proporre un regime preferenziale per ciò che concerne investimenti stranieri sull’energia pulita nel suo Paese.

«Il 2030 è il nuovo 2050», ha detto nel suo intervento Emmanuel Macron, evidenziando la necessità di accelerare gli sforzi di tutto il mondo per l’ambiente. Ha sottolineato inoltere l’importanza di «cambiare completamente il nostro sistema finanziario e utilizzare tutte le leve a nostra disposizione»quali  «innovazione, trasformazione del sistema finanziario, regolamentazione dei prezzi». Soprattutto, è essenziale «fissare un prezzo per l’energia legata al carbone, altrimenti non ci sarà alcuna transizione».

La cancelliera Angela Merkel ha ribadito l’importanza di «cambiare e trasformare completamente il modo in cui viviamo e lavoriamo», precisando che l’Ue intende ridurre del 55% le emissioni entro il 2030.

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Il premier italiano Mario Draghi è intervenuto ringraziando il presidente Usa Joe Biden, poiché il suo è «un totale cambio» di passo in merito alla questione ambiente «e abbiamo fiducia sul fatto che insieme possiamo vincere questa sfida. L’Italia è un Paese bellissimo ma molto fragile. La battaglia per il cambiamento climatico è una battaglia per la nostra storia e per il nostro paesaggio. Ci dedicheremo alla sostenibilità e, allo stesso tempo, avremo un approccio multilaterale». 

Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto:«Come presidenza del G20 uno degli obiettivi principali è poter prendersi cura del Pianeta, abbiamo una responsabilità speciale per far sì che potremo raggiungere gli obiettivi degli Accordi di Parigi. La presidenza italiana ha proposto di organizzare una riunione ministeriale sul clima e l’energia».

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Poi ha chiosato:«Con gli accordi di Parigi ci siamo impegnati a ridurre il riscaldamento globale di 1,5 gradi centigradi, a livelli preindustriali», però «quello che abbiamo fatto è insufficiente. Dobbiamo invertire la rotta e farlo subito. Vogliamo agire ora, non avere rimpianti dopo».