Comunali Roma: Calenda sente la pressione del Pd, chiede unione a Letta

Il candidato di Azione alle elezioni comunali di Roma, Carlo Calenda, lancia l’ennesimo appello al Pd per fare un’alleanza di centrosinistra.

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Comunali Roma: Calenda sente la pressione del Pd, chiede unione a Letta – www.meteoweek.com – Carlo Calenda, fondatore di Azione, in corsa per le elezioni comunali di Roma. Credit: Archivio Meteoweek

Carlo Calenda, fondatore di Azione in corsa per le elezioni comunali di Roma, sente sempre più forte la pressione della competizione con il Partito democratico. Lo si capisce dall’ennesimo tweet per cercare un’alleanza con i dem, questa volta indirizzato al segretario Enrico Letta“@EnricoLetta te lo propongo davvero per l’ultima volta. Lascia stare le velleità di alleanza con i 5S e ritiro della Raggi, a Roma hanno fatto un disastro, non continuare a tirare per la giacca Zingaretti che non può far cadere la regione sotto Covid”, ha scritto Calenda sul social network. E ha aggiunto ancora: “Allontana Bettini, Astorre e Mancini e la loro classe dirigente. Non li far governare le primarie. Facciamo una squadra di persone competenti che non hanno bloccato Roma e vinciamo al primo turno, parlando ai Romani di Roma. Da domani. Coraggio!”. Secondo Calenda, l’alleanza tra Pd e Azione decreterebbe una vittoria certa nella Capitale.

Eppure il partito del Nazareno resta della propria opinione: il candidato ideale che correrà per il centrosinistra sarà colui che vincerà le primarie. “Selezione” a cui però Calenda non ha intenzione di partecipare. Le parole del leader di Azione infatti arrivano dopo le dichiarazioni rilasciate da Letta al quotidiano spagnolo El Pais. “Mi pare legittimo – ha detto il segretario del Pd – che Virginia Raggi voglia fare un secondo mandato. Però la prossima settimana noi avremo il nostro candidato. E ha specificato anche: “Non credo” sarà Calenda. Perché il Pd legittimamente vuole un proprio candidato e celebrerà le primarie per tutto il centrosinistra. E mi sembra che Calenda non sia disposto a partecipare”. La situazione, quindi, pare a una fase di stallo.

Comunali di Roma: a che punto siamo?

Da mesi la platea di candidati intenzionati a correre per le amministrative di Roma è assai incerta. Se non addirittura inesistente. E la situazione è uguale sia nel centrodestra, che nel centrosinistra.

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Il centrosinistra

Infatti, come in parte appena raccontato, nel centrosinistra è in corso un vero e proprio dibattito: meglio unirsi sotto un unico candidato, oppure correre separatamente ed eventualmente creare un’alleanza per il ballottaggio? Visto che “l’unione fa la forza” evidentemente non è il motto preferito dei dem, probabilmente si opterà per la seconda opzione. Anche perché, mettere d’accordo tutti, sembra quasi impossibile. Al momento quindi gli unici candidati ufficiali restano Calenda e l’attuale sindaca, Virginia Raggi, in quota Movimento 5 stelle, che ha già annunciato che correrà con o senza l’appoggio del suo stesso partito. Sì, perché vista la coalizione su cui stanno puntando Pd e M5s a livello governativo, l’intenzione era quella di presentare un candidato comune anche per le amministrative della Capitale. Ma Raggi non va giù al Pd romano. Calenda, d’altra parte, vorrebbe essere sostenuto dai dem, ma si rifiuta di partecipare alle primarie. Quindi al partito del Nazareno non resta che trovarsi un candidato tutto suo.

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Il centrodestra

Incerta la situazione anche all’interno del centrodestra. A parte il candidato autonomo Vittorio Sgarbi, già sindaco del piccolo comune di Sutri, non c’è ancora il candidato ufficiale a rappresentare il centrodestra. Dopo un periodo in cui si vociferava potesse essere Guido Bertolaso, ex capo della Protezione Civile, ora il suo nome è scomparso. Al momento è impegnato in Lombardia, a coordinare il piano vaccinale per l’emergenza Covid. Altre voci avevano portato in auge il nome di Andrea Abodi, il manager presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e del Comitato di Gestione Fondi Speciali. Ma anche le sue quotazioni sono in calo. Certo è che il centrodestra non ha intenzione di fare lo stesso errore del centrosinistra. Errore, peraltro, già fatto nel 2016, quando la spaccatura in seno alla coalizione Lega-FI-FdI tolse a Giorgia Meloni la possibilità di accedere al ballottaggio contro Virginia Raggi.