Gli Stati Uniti ritornano in campo per il cambiamento climatico. Biden: “Dobbiamo agire ora”

Joe Biden rilancia il suo programma riguardo il drammatico argomento dell’emergenza del cambiamento climatico.  Dopo la pubblica negazione dell’ex presidente, gli Stati Uniti rientrano negli accordi internazionali. Ma resta un tema critico in tutto il mondo, troppe promesse e poche azioni concrete da parte delle istituzioni mondiali.

biden summit clima

Biden sta cercando di recuperare la credibilità e l’affidabilità degli Stati Uniti su questo tema a livello globale. Il neo presidente americano ha messo in atto un processo di ricostruzione della leadership in questo ambito mostrata anche dal vertice Leaders Summit on Climate. Qui, gli Stati Uniti hanno annunciato il taglio delle emissioni di gas serra del 50-52% entro il 2030 e il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050. L’obiettivo è quello di portare l’economia a zero emissioni entro questa data. Anche l’Unione Europea si è mostrata propositiva portando proposte di progetti concreti. Sembra che finalmente qualcosa si stia muovendo e stia cambiando, seppur in atroce ritardo. 

Il presidente americano ha convocato questo Leaders Summit on Climate in occasione dell’Earth Day, la giornata della Terra celebrata nella giornata di ieri. Questo atto simbolico ha voluto mostrare un ritorno degli Stati Uniti sul campo di questa battaglia. Questo ritorno sulla scena internazionale per il clima da parte degli Usa ha sollevato tutti i 40 paesi presenti. Mentre la Russia ha sottolineato il suo costante impegno negli accordi internazionali, dai quali gli Stati Uniti si erano sottratti come quelli di Kyoto e Parigi. Massimo impegno per la cooperazione internazionale da parte anche della Russia, dunque, così come della Cina che insiste su quanto il progetto della Via della Seta possa apportare benefici ad un’economia verde.

Il cambiamento climatico coinvolge tutti: “Siamo interdipendenti”

Anche l’Unione Europea vuole rafforzare il suo impegno concreto per raggiungere una neutralità climatica. L’Europa sarà il primo continente climaticamente neutro” annuncia la presidente della Commissione UeMa non vuole essere l’unico. Impegniamoci tutti per ambiziose riduzioni delle emissioni entro il 2030, verso lo zero netto entro il 2050” sollecita Ursula von der Leyen. Incita all’azione anche il Papa e soprattutto all’azione comune, interdipendente per il bene del pianeta. “La pandemia del Covid ci ha insegnato questa interdipendenza, questo condividere il pianeta. Ed entrambe le catastrofi globali dimostrano che non abbiamo più tempo per aspettare. E’ il momento di agire, siamo al limite” saluta così Papa Francesco.

LEGGI ANCHE: Vertice sul clima, Johnson ai capi di Stato: «Mondo sia serio negli impegni»

Biden rimarca l’importanza di questo decennio, si tratta del “decennio decisivo”. Questa sfida o si vince o si perde in questi dieci anni. Nonostante il quadro disastro globale resti e la sfida sia molto difficile, Biden cerca di guardare alla situazione climatica con ottimismo. E’ un “disastro collettivo: i segnali sono inequivocabili, la scienza è incontrovertibile e il costo dell’inazione continua a salire” annuncia obiettivo Biden. Ma intervenire adesso può portare a nuove opportunità economiche. “I Paesi che assumeranno iniziative decisive adesso, saranno quelli che coglieranno il boom dell’energia pulita in arrivo” ricorda il presidente americano convincendo quasi a cavalcare l’onda dei benefici economici che possono derivare dai cambiamenti che questa sfida ci impone. “Iniziamo a costruire un’economia che sia non solo più prospera, ma anche più sana, più giusta e più pulita per l’intero pianeta incita Biden.

LEGGI ANCHE: Politica e Mafia, nonostante gli impegni continuano le complicità e le convivenze

Biden e l’ambiziosa promessa per cancellare il vuoto di Trump

Questo ritorno deve anche cancellare questi quattro anni in cui gli Stati Uniti sono stati assenti nella sfida contro il cambiamento climatico. Il progetto di Biden resta il programma climatico più ambizioso mai presentato ma deve affrontare molte difficoltà. Il rientro degli accordi internazionali come quello di Parigi è certamente una buona notizia. Ma il neo presidente dovrà affrontare i repubblicani americani che continuano a fare ostruzionismo a questa amministrazione e in particolare sul clima, sulla scia delle negazioni e dell’inettitudine del precedente inquilino della Casa Bianca.

Potrà incontrare molte resistenze all’interno anche del suo stesso partito. Gli Stati Uniti fanno una nuova promessa, agli altri leader mondiali e alla Terra stessa. Si spera che questa volta non venga infranta e che non siano solo parole ma si trasformino in azioni, disposizioni giuridiche serie. Biden ha raddoppiato l’obiettivo di Barack Obama anche perchè ha da recuperare il tempo perduto da Trump. Con il ritorno degli Usa c’è una svolta anche a livello di influenza globale, sperando che dia nuova motivazione agli altri paesi per agire sulle politiche ambientali.