La dichiarazione sul coprifuoco della ministra Gelmini scatena il Viminale “Nessuna deroga”

Le lotte interne alla maggioranza non si limitano a quelle di Matteo Salvini. Scontro anche tra la ministra Gelmini e il Viminale sulla deroga al coprifuoco per chi va al ristorante a cena. 

Gelmini

La Ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini, in un’intervista al Messaggero ha parlato riguardo al Recovery Plan e ha sottolineato l’inefficacia normativa e l’arretratezza del nostro paese rispetto al resto d’Europa, guidato da altri partiti in questi ultimi anni. “C’è un problema più ampio di credibilità del nostro Paese in Europa, perché per anni non abbiamo fatto le riforme che servivano: dalla concorrenza alla burocrazia, dalla giustizia alle semplificazioni. Forza Italia, dentro la maggioranza, farà di tutto per dare il suo positivo contributo, e una personalità come il presidente Draghi si rivelerà determinante per superare la diffidenza dell’Ue».

Il partito di Berlusconi ha combattuto sin dall’inizio per la nascita di questo governo. Come ricorda Gelmini, Forza Italia “è stato il primo sponsor di questo governo e ogni giorno ci battiamo per il lavoro, per le imprese e per le famiglie” ricorda la ministra deviando la domanda sul carattere emergenziale di questo governo e sul fatto che i partiti a volte faticano a ricordarlo.

Il Viminale contro la ministra Gelmini “Evitiamo interpretazioni personali”

Gli scontri interni alla maggioranza emergono anche sull’ultimo decreto del governo, che per alcuni – ovvero il centrodestra – si poteva fare di più mentre “qualcuno” – la linea rigorista del governo – “voleva fare di meno” non si sbilancia la ministra. Ma parlando delle riaperture e delle attività ristoratrici dichiara qualcosa che il Viminale non ha tardato a smentire.  La ministra per gli affari regionali spiega “C’è stata qualche polemica sul coprifuoco e sulla difficoltà per i ristoratori ad erogare i propri servizi la sera. Ma voglio chiarire un punto: chi va a cena fuori può stare tranquillamente seduto al tavolo fino alle 22 e poi, una volta uscito dal locale, far ritorno a casa senza alcun rischio di ricevere sanzioni».

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Una dichiarazione che non è andata giù al Viminale. Pronta la replica all’intervista del Messaggero della ministra Gelmini, la risposta di Carlo Sibilia, sottosegretario del Ministero dell’Interno. “La legge e la circolare del Viminale è chiara e prevede il ritorno a casa alle 22 anche per chi cena all’aperto” chiarisce Sibilia. “Se c’è qualcosa da dire sugli aspetti di sicurezza non è il caso lo faccia la ministra degli Affari regionali” ammonisce l’Interno. “In Italia l’unica voce credibile e autorità competente in questo senso è quella del ministro dell’Interno. Evitiamo pertanto interpretazioni personali che possano ingenerare confusione tra i cittadini e mettere in difficoltà le forze dell’ordine. Il coprifuoco è alle 22” conclude secco il sottosegretario del Viminale.

Il centrodestra unito contro il coprifuoco

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La dichiarazione della Gelmini è stata appoggiata dall’alleato Salvini che invoca una linea logica. “Eliminare il coprifuoco ed estendere la possibilità di lavorare, con rigidi protocolli di sicurezza, sono i nostri obiettivi” dichiara Salvini. La linea del centrodestra è chiara. Prosegue unito contro il coprifuoco. Tra l’altro si associa, in modo poco logico con le riaperture dei ristoranti e dei bar previsti dallo stesso decreto. Una lotta per il buon senso ma nonostante l’ammonizione del Viminale, Maria Stella Gelmini è fiduciosa sui dati dei contagi che continuano a migliorare e che presto porteranno all’abolizione del coprifuoco.