Lega e Pd affilano le armi: lavoro e giustizia i prossimi temi caldi

In tempi di discussione delle riforme Lega e Pd, dopo una breve pausa di interlocuzione, i due partiti della maggioranza potrebbero tornare ai ferri corti. E la tensione sembra emergere sempre più man mano che si avvicinano la riforma del sistema giudiziario e il tema del blocco dei licenziamenti. E’ su queste partite che l’equilibrio di maggioranza rischia di andare maggiormente sotto stress. 

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I botta e risposta sulle riaperture, sul coprifuoco, sulla campagna di vaccinazione: certamente, tutto questo è entrato nel dibattito tra Pd e Lega, ma è ben altro che rischia di inficiare l’equilibrio interno alla maggioranza. Due pesi massimi che prima o poi andranno affrontati, sia per urgenza che per completare quel processo di ripartenza dell’Italia necessario anche al Recovery. Stiamo parlando della riforma della giustizia e dello sblocco dei licenziamenti. Sulla giustizia, ricorda Agi, si resta in attesa degli gli emendamenti del governo sulla riforma del processo penale (alla Camera si va in Aula dal 25 giugno), sul processo civile (al Senato) e sul Csm (sul tema potrebbe esserci uno slittamento). All’interno di questo quadro, pesa il referendum sostenuto da Matteo Salvini, che rischia di incrinare ulteriormente gli equilibri in atto. Da un lato Enrico Letta incontra il Guardasigilli e punta a una riforma dell’ordinamento giudiziario in grado di preservare autonomia e indipendenza della magistratura, dall’altro il referendum Lega e Radicali, che viene percepito dal Pd come un goffo tentativo di dare il via a una “caccia al magistrato”.

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Cartabia e rapidità

Per questo, per evitare uno scontro politico che si prospetta cruento, si cerca di chiudere la partita prima ancora di aprirla. E – di fatto – ci si affida al paravento di un volto tecnico, come quello di Marta Cartabia, che su questo punto dovrebbe fungere da garante in grado di mediare le diverse posizioni. Il tema è estremamente delicato e, oltre a una riforma del Csm, prevede anche una riduzione dei tempi dei procedimenti civili (con riduzione del 40%) e penali (con riduzione del 25%) entro i prossimi cinque anni. Sarà, con ogni probabilità, l’accordo sulla riforma del processo penale e sulla questione della prescrizione a destare i principali malumori. Per questo ora il dem Goffredo Bettini ribadisce ai compagni di partito: “Dobbiamo sbrigarci, non si può lasciare in mano a Salvini la visibilità sulla giustizia”. La rapidità, comunque, non dovrebbe decretare un vero e proprio affanno dell’esecutivo, soprattutto in vista della promessa di Matteo Salvini di non ostacolare l’operato del governo.

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Blocco dei licenziamenti, maggioranza divisa e sindacati arrabbiati

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L’altra questione sulla quale potrebbero scatenarsi le tensioni tra Pd e Lega è sicuramente il blocco dei licenziamenti: da un lato Pd e M5s sostengono l’esigenza di prorogare il blocco, almeno per alcuni settori, agendo attraverso un ulteriore decreto; dall’altro la Lega assume una posizione traballante, talvolta di scetticismo, talvolta di intesa. Ad ogni modo, ora anche la Lega sembra voler optare per il blocco selettivo, cioè relativo solamente ai settori più colpiti: “Dal blocco dei licenziamenti si deve uscire con un sistema di ammortizzatori sociali che permetta a chi esce dal circuito produttivo di avere comunque un reddito ed essere assistito e riaccompagnato all’ingresso del mondo del lavoro non appena questo lo permetterà”, prova a mediare il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti.

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Il governo in mezzo

La questione, dunque, sarà dipanata solo prestando attenzione alla tempistica, agli strumenti (ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro) e ai settori di applicazione. Le diverse posizioni diventeranno più chiare durante la discussione per la conversione in legge del Decreto Sostegni Bis, e solo allora si sapranno i dettagli di un’eventuale intesa (osteggiata da Forza Italia). Intanto il ministro del Lavoro Andrea Orlando ribadisce: “C’è una coalizione ampia e si tratta di tenere insieme posizioni tra loro diverse. Ho visto che si sta facendo strada un ragionamento sulla selettività rispetto ad alcune filiere. Se c’è questo ragionamento io sono pronto. Bisogna naturalmente ricordare che se c’è da intervenire va fatto subito perché i tempi sono abbastanza stretti“. La speranza è che durante la discussione i partiti sfidanti sappiano farsi da parte per lasciare spazio a un sincero confronto collaborativo. Probabilmente, ad ogni modo, si riuscirà a trovare un accordo sul blocco dei licenziamenti. I veri problemi potrebbero sorgere in presenza di questione ideologiche, come fisco e giustizia. E noi che credevamo che destra e sinistra fossero morte.