Italia viva vuole modificare il Ddl Zan. Per Pd e M5s è “proposta irricevibile”

Le proposte di modifica di Italia viva al Ddl Zan suscitano le prime reazioni contrarie da parte di M5s e Pd, che accusano il partito di Renzi di voler affossare la proposta di legge. “La proposta di mediazione dei renziani è irricevibile. Non giochiamo sulla pelle delle persone per calcoli di tattica politica“, dice Franco Mirabelli, vice presidente del Pd al Senato. “Magari la legge contro le discriminazioni omotransfobiche sarà un po’ diversa da come era stata pensata inizialmente, ma se sarà efficace” avrà “maggiori possibilità di essere approvata“, dice Davide Faraone di Italia viva.

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Il Ddl Zan continua a suscitare fibrillazioni in maggioranza: l’ultimo motivo di tensione è rappresentato dall’emendamento presentato da Italia viva sulla proposta di legge già approvata alla Camera. Lo scopo dell’emendamento sarebbe eliminare alcuni passaggi giudicati divisivi, in modo da garantire una più rapida e sicura approvazione della proposta di legge. Le proposte di modifica di Italia viva saranno discusse in Commissione nei prossimi giorni. Qualora fossero approvate, il testo includerebbe l’emendamento proposto e si presenterebbe sotto questa nuova veste in Senato. A quel punto, però, dovrebbe tornare alla Camera per una ulteriore votazione. Il rischio è evidente: la proposta di legge potrebbe impantanarsi alla Camera, allontanandosi sempre di più da una sua possibile approvazione. Per questo Davide Faraone di Italia viva avrebbe anche proposto che il governo metta la fiducia sul Ddl Zan nella votazione alla Camera. Un’ipotesi che, però, andrebbe a scalfire quel ruolo di neutralità che l’esecutivo si è ritagliato in merito al dibattito sul Ddl Zan. “E’ il momento del Parlamento”, aveva detto Draghi in Aula. E infatti è proprio il premier a non sembrare troppo d’accordo con la proposta avanzata da Faraone. Intanto, però, il Parlamento è in fibrillazione.

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Pd e M5s attaccano Italia viva 

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MeteoWeek.com (foto da Davidefaraone.it)

Due le critiche provenienti dai più ferventi sostenitori della legge, Pd e M5s: le proposte di Italia viva sono irricevibili” e “rischiano di affossare la legge. A pronunciarsi è Franco Mirabelli, vice presidente del Pd al Senato, che sta seguendo il testo in Commissione Giustizia: “Non giochiamo sulla pelle delle persone per calcoli di tattica politica. Io ancora non mi capacito che chi ha votato il Ddl Zan alla Camera non possa farlo al Senato. E i renziani a Montecitorio lo hanno votato. Le proposte di mediazione che Italia Viva ha presentato sono irricevibili. In particolare quella di togliere all’articolo uno la definizione di ‘identità di genere‘. Significa non offrire alcuna protezione alle discriminazioni alle persone transgender“, ribadisce Mirabelli.

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Insomma, per Mirabelli modificare il testo ora vuol dire – di fatto – affossare la legge. Dello stesso avviso sono i parlamentari del M5s del gruppo Pari Opportunità, stando a quanto riportato da Agi: “Gli emendamenti presentati da Italia Viva al Ddl Zan suonano come un tentativo di affossare la legge. Pensare infatti di eliminare i termini ‘orientamento sessuale’ e ‘identita’ di genere’ e tornare alla definizione di omofobia e transfobia rischierebbe di farci compiere un altro passo indietro, come già accaduto in passato“. Un po’ tutti, nel centrosinistra, sono persuasi del fatto che l’emendamento proposto da Italia viva in realtà tenda la mano al centrodestra.

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A difendere l’emendamento dei senatori renziani sarebbe invece Davide Faraone, di Italia viva, che ribadisce: modificare il testo di legge è l’unico modo per arrivare a una effettiva approvazione della proposta. “Magari la legge contro le discriminazioni omotransfobiche sarà un po’ diversa da come era stata pensata inizialmente, ma se sarà efficace, più unitaria nella società e avrà maggiori possibilità di essere approvata, andrà bene lo stesso ed avremo centrato l’obiettivo: tutelare le esistenze spesso difficili di chi vive la diversità sulla propria pelle, ogni giorno“. Insomma, per Faraone è proprio la modifica al testo che permetterebbe una sua sicura approvazione. Ma quali sono le modifiche proposte?

Le modifiche proposte

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La modifica di Italia viva più contestata riguarderebbe un intervento sull’articolo 1 della legge, quello sull’estensione delle aggravanti della legge Mancino anche a discriminazioni fondate “sul sesso, sul genere, sull’orienta­mento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità”. La modifica di Italia viva invece prevede come unici motivi di discriminazione punibili quelli fondati “sull’omofobia o sulla transfobia“. Lo scopo dell’intervento sarebbe allora cassare la definizione “identità di genere”, inserita nella proposta originaria per tutelare anche tutti coloro che non si riconoscono nel sesso biologicamente posseduto ma che non hanno attuato una riassegnazione del sesso. Molto dura nei confronti della modifica di Italia viva è in questo caso la senatrice Pd Monica Cirinnà, secondo cui il partito di Renzi “si allinea nella sostanza alle posizioni della Lega e del centrodestra, alleandosi con loro nella battaglia per affossare il ddl Zan”.

Una seconda modifica proposta da Italia viva riguarderebbe l’articolo 4 del Ddl Zan, quello che ribadisce che sono fatte salve “la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­terminare il concreto pericolo del compi­mento di atti discriminatori o violenti”. Secondo i parlamentari di Italia viva c’è già la Costituzione a tutelare la libera espressione, non è necessaria una nuova definizione in legge ordinaria.

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Infine, un’ultima modifica riguarderebbe l’articolo 7, quello sulla tanto discussa Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la tran­ sfobia. L’articolo, così com’è, prevede l’organizzazione di percorsi di sensibilizzazione in tutte le scuole in occasione della Giornata. Italia Viva propone di aggiungere all’articolo la formula “nel rispetto della piena autonomia scolastica. Insomma, lo scopo del partito sarebbe quello di intervenire sui punti più divisivi, quelli che hanno a lungo inasprito il dibattito tra centrodestra e centrosinistra. Il rischio, però, è quello di rallentare l’iter e affossare la legge, soprattutto in vista dell’importanza dei numeri di Italia viva: al Senato il voto a favore del partito è cruciale per l’approvazione della legge.