Riforma Giustizia: ostruzionismo centrodestra e M5S. Rinvio a settembre?

Il M5S vuole modificare il testo, il centrodestra presenta emendamenti ritenuti inammissibili. La riforma voluta da Cartabia è a rischio

Le tensioni nella maggioranza di queste settimane si stanno facendo più grandi, il rischio che la riforma sulla Giustizia venga rinviata a settembre è concreto. Il testo voluto da Mario Draghi e su cui ha lavorato per mesi la ministra Marta Cartabia è stato approvato all’unanimità l’8 luglio durante il Consiglio dei Ministri, ma le perplessità da parte del maggior socio del Governo, il Movimento 5 Stelle, si sono fatte vive fuori dal CdM e hanno portato esponenti e ministri grillini a dichiarazioni critiche e perplessità.

Il Presidente del Consiglio aveva minacciato di porre la fiducia pur di arrivare a una conclusione. A suo avviso la riforma è un passaggio imprescindibile per l’esecutivo, un obiettivo da portare a casa entro l’estate per rassicurare l’Europa su una riforma che è stata richiesta più volte anche come condizione essenziale per l’approvazione dei fondi europei stanziati per il Pnrr. Ma questa mattina l’ultimo attacco di Giuseppe Conte: “Non voglio neppure considerare l’ipotesi in cui non venga modificato il testo della riforma. È sbagliato dire che noi dobbiamo essere accontentati e altre formazioni no. L’obiettivo è avere un sistema di giustizia efficiente” ha detto il capo politico designato del M5S.

Il Movimento vuole difendere i precedenti interventi sulla Giustizia firmati dall’ex-Guardasigilli Alfonso Bonafede e chiede un ulteriore confronto sul testo. “Sulla riforma della giustizia ci sono margini di manovra ristrettissi. Ma io li sto sfruttando tutti e ce la sto mettendo tutta – continua l’ex premier – Sto chiedendo una serie di interventi, consapevole che la maggioranza è molto ampia ed esprime ben differenti sensibilità. Ma abbiamo tracciato delle linee e dei punti fermi, insieme, con una squadra di lavoro tecnica, a partire dai reati di mafia, terrorismo e corruzione“.

LEGGI ANCHE: Quasi tutti i partiti ripetono: con Draghi fino al 2023. Ma è veramente così?

L’ex-premier Silvio Berlusconi

Sarebbe però ingiusto parlare di responsabilità solo dei pentastellati per un eventuale rimando della riforma all’autunno. Questa mattina i lavori in Commissione Giustizia alla Camera sono stati fermati quando il centrodestra ha presentato una serie emendamenti sull’abuso d’ufficio ritenuti inammissibili dall’ufficio di presidenza. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno presentato ricorso e da qui lo stop, ma i tempi prima della chiusura estiva sono ristretti. Il rischio di rinvio è molto alto.

Questi emendamenti sono fortemente voluti in particolare da Forza Italia e il motivo sembrerebbe la necessità di modificare di alcuni passaggi che andrebbero a complicare la posizione processuale di Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter. Il nodo sarebbe la definizione di “pubblico ufficiale”, il Parlamento è chiamato a pronunciarsi entro oggi pomeriggio. In caso diverso il rinvio sembra inevitabile.

LEGGI ANCHE: Diaspora M5S: il senatore Matteo Mantero passa a Potere al Popolo

La ministra di Giustizia ha definito questa riforma necessaria per dare “dignità” a un processo senza farlo durare all’infinito. “La vera sfida è ricondurre la durata del processo penale e civile a tempi ragionevoli – ha detto Cartabia -, in linea con gli standard dei Paesi più avanzati dell’Unione Europea. Una risposta di giustizia che sia certa e fornita in tempi rapidi costituisce uno dei maggiori incentivi per gli investimenti, una delle condizioni essenziali per attrarre nuove risorse e nuovi capitali”. Restiamo in attesa di sviluppi.