Operatori sanitari no vax: sono migliaia in tutta Italia, c’è il problema del loro rimansionamento

Nonostante le prese di posizione del Governo per spingere alla vaccinazione, i medici no vax sono tantissimi in Italia.

Gli operatori sanitari no-vax sono migliaia in tutta Italia. Sulla questione è recentemente intervenuto Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi ed odontoiatri. “Siamo sempre stati molto chiari. Siamo per l’assoluto rispetto dell’obbligo e abbiamo condiviso con il Governo la legge. Per noi è requisito per esercitare la professione sanitaria. Ci sono due requisiti: il primo è avere il titolo e l’altro è dover essere vaccinati contro il Covid. In assenza di questi requisiti non si può esercitare, è un reato”, ha tuonato Filippo Anelli. Anche se ad oggi il 99,5% dei sanitari ha aderito alla vaccinazione, rimangono fuori i medici che per problemi di salute hanno dovuto rinunciare e una minoranza di no-vax, contro cui il Presidente si è duramente scagliato. “I medici devono avere libertà e autonomia perché corrisponde ad avere una responsabilità, ma non si può nell’ambito di una variabilità non essere aderenti alle evidenze scientifiche”, ha proseguito.

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Difficile dare una stima dei medici no vax. Come ha detto Anelli parlando ad Adnkronos, “a settembre avremo un quadro completo dei medici sospesi dalle Asl perché non vaccinati contro il Covid, al momento sono circa 150- 200. Non avendo dati precisi possiamo però stimare che non si arrivi al migliaio di colleghi non immunizzati ma in questo numero potrebbe esserci anche chi ha una motivazione valida, ad esempio di salute“. Se le cose sembrano andare meglio Nord e al Centro, al Sud le difficoltà della burocrazia imperversano. Probabilmente, l’obbligo vaccinale per il personale sanitario anche oltre il 31 dicembre. Ma il problema, adesso, è come sostituire i medici che vengono sospesi.

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Uno dei problemi dei no vax, infatti, è come sostituire la mancanza di personale. Le sospensioni proseguono in tutta Italia a macchia di leopardo. Le ultime, arrivano dalla Toscana dove le sospensioni sono state più di mille.