Mozione contro Forza Nuova, Azzariti: “Partito che usa violenza si può sciogliere”

Mozioni presentate contro Forza Nuova, il costituzionalista Gaetano Azzariti: “Un partito che usa la violenza si può sciogliere. I presupposti per un intervento con decreto ci sono tutti”. 

sciogliere Forza Nuova Azzariti - meteoweek
sciogliere Forza Nuova, il caso spiegato da Gaetano Azzariti – meteoweek.com

Alla luce degli scontri avvenuti sabato scorso a Roma, durante le proteste No Green Pass, e dopo il vioento assalto alla sede della Cgil, sono due le mozioni (di Pd e Iv-Psi) per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova. Con il partito di estrema destra finito nel mirino degli inquirenti, il leader nazionale Fiore e quello romano Castellino sono stati arrestati, mentre la Procura ha aperto due fascicoli e disposto sequestro preventivo e oscuramento del sito internet.

Sulla questione, che sta facendo discutere parecchio sia all’interno che all’esterno del mondo politico – e per la quale la destra ha chiesto le dimissioni del ministro dell’Interno Lamorgese – si è espresso anche Gaetano Azzariti, docente di diritto costituzionale all’Università di Roma la Sapienza. E a chi gli domanda se è possibile sciogliere Forza Nuova, il professore risponde: “I presupposti per un intervento con decreto ci sono tutti. Come CasaPound, il movimento guidato da Roberto Fiore ha matrice dichiaratamente fascista e ha compiuto atti di violenza tali da concretizzare un pericolo imminente”.

Azzariti: “Un partito che usa violenza si può sciogliere”

Secondo quanto spiegato dal costituzionalista della Sapienza Gaetano Azzariti, intervistato dai giornalisti di La Repubblica, un partito che fa uso della violenza si può sciogliere. In merito a ciò, spiega il docente, “c’è la legge Scelba, la 645 del 1952, che vieta la ricostituzione del partito fascista, secondo la dodicesima disposizione transitoria e finale della Costituzione. L’articolo 3 dice che a decidere se un partito è fascista è una sentenza passata in giudicato, e quindi lo scioglimento spetta al Viminale (ci sono due precedenti). Oppure, in casi di straordinaria necessità ed urgenza, è il governo che può adottare un decreto legge”.

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Ovviamente, sottolinea il professore, “ci devono essere una serie di condizioni“. “La legge ne prevede diverse – prosegue Azzariti – ma parlando di Forza Nuova la più importante è che questo movimento usa la violenza come metodo di lotta politica. È importante dire che si condannano i gesti non certo l’opinione espressa. In questo caso, poi, c’è una mozione del Parlamento. Essendo questa una decisione di natura politica, ove questa mozione venisse approvata da tutto il Parlamento o, perlomeno, dalle forze che sostengono il governo, fornirebbe una forte legittimazione politica”.

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Alla luce di ciò, sono due le ipotesi contemplate dalla legge Scelba in merito all’eventuale scioglimento di movimenti neofascisti (e quindi Forza Nuova). “La prima è quella ordinaria”, spiega Azzariti, “che ricorre quando lo scioglimento venga disposto dal ministro dell’Interno, sentito il Consiglio dei ministri, a seguito di una sentenza da cui risulti accertata la riorganizzazione del partito fascista. Accadde negli anni 70, quando vennero sciolti prima Ordine Nuovo e poi Avanguardia nazionale”. La seconda, invece, “è prevista dalla seconda parte dell’art.3, finora mai utilizzata”. “Per sciogliere un partito – conclude poi il professore – non c’è bisogno di una sentenza, ma il governo può intervenire per decreto legge nei ‘casi straordinari di necessità e urgenza’, cioè quando si capisca che c’è un pericolo imminente”.