«Assolto perché maschio»: ribaltata sentenza su maestro d’asilo in Cassazione

Un maestro di scuola materna finito sotto accusa per aver maltrattato dei bambini aveva avuto l’assoluzione ma la Cassazione ha ribaltato la sentenza

Sentenza-Meteoweek.com

Un maestro di scuola materna è stato dapprima condannato in Tribunale a due anni e otto mesi per aver maltrattato dei bambini, poi lo aveva assolto la Corte d’Appello, con tanto di  pg d’accusa che in aula diceva ad alta voce di «voler chiedere scusa a nome del sistema a un maestro al quale affiderei i miei figli», vittima di una «lettura smaccatamente colpevolista» dei filmati, che si sarebbe «fidata delle didascalie presenti sotto i filmati estrapolati dai carabinieri», e alimentata da una «iniziativa arbitraria» dei militari «per “sbattere il mostro in prima pagina”».

Ma la Cassazione ha annullato tale sentenza, accusando la Corte d’Appello di Milano di aver scritto una sentenza sessista e «contraria alle più basilari regole del comportamento civile» di un docente. Ora l’uomo è condannato per maltrattamenti,  a 1 anno e 8 mesi. Quello che colpisce in questa vicenda è che i filmati del maestro, difeso dal legale Zaira Cicoria, sono sempre uguali, eppure ci sono state sentenze differenti, diverse interpretazioni.

Per chi lo ha assolto, quei video mostravano che «non vi è traccia di colpi con le ciabatte, tantomeno di teste sbattute, schiaffi o colpi in testa», tant’è che «ci si chiede da dove la sentenza di primo grado» avesse «tratto l’esistenza di atti vessatori». Per la sentenza di primo grado, invece, erano maltrattamenti sui bambini.

Secondo la Cassazione, che ha condannato l’uomo, è scandaloso il fatto che la Corte d’Appello avesse accettato la prospettiva secondo cui «i filmati restituivano un comportamento brusco, molto maschile, frutto della necessità di una comunicazione fisica in luogo di quella verbale, da alcuni neppure comprensibile per via di problematiche varie, frutto di stanchezza e di tensione legata alla tenuta di una classe con almeno cinque etnie e con bambini di età compresa tra i due e i cinque anni».

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Secondo la Cassazione, questa, oltre a costituire «una smaccata prospettiva giustificazionista in chiave sessista, quasi che un simile stile educativo possa ritenersi antropologicamente “proprio” del genere maschile e in quanto tale tollerabile», è una tesi «contraria alle più basilari regole del comportamento civile che un insegnante, in particolare, è tenuto più di ogni altro ad osservare. Non esiste mai necessità “di una comunicazione fisica” (che nel caso si concretizzava in un intervento manesco violento) in luogo di quella verbale”, tanto più nell’accudimento di bambini piccoli, né comportamenti violenti possono essere giustificati da stanchezza e tensione legata alla tenuta di una classe con etnie varie».

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Il processo ha visto una condanna, per il maestro, a un anno e otto mesi rispetto ai due anni e 8 mesi della prima sentenza.