Firenze potrebbe tornare al Fiorino. La moda delle crypto metropolitane

MeteoWeek continua ad accompagnarvi in questo Speciale Criptovalute. Stavolta vediamo perchè a Firenze potrebbe tornare il Fiorino.

La città di Miami qualche tempo fa ha stupito tutti con un progetto piuttosto originale. Ha creato una sua criptovaluta. La città di Miami in collaborazione con un’azienda specializzata nel settore della blockchain ha sviluppato una sua criptovaluta ed i proventi generati da questa finiscono nelle casse del comune a tutto vantaggio dei cittadini che così risparmiamo un po’ di tasse. Ma i progetti del sindaco di Miami, vulcanico sostenitore delle criptovalute, sono molto più ambiziosi. Lui pensa ad un’utopia nella quale le criptovalute della sua città potrebbero arrivare a generare un tale giro di danaro che i cittadini potrebbero essere letteralmente sollevati dal pagare le tasse. Un po’ un sogno folle, ma di questi tempi non si sa mai. Il neoeletto sindaco di New York, Eric Adams, anche lui grande appassionato di criptovalute ha detto che la Grande Mela non può essere seconda a Miami come capitale americana del mondo delle crypto e così prontamente ha appena lanciato la criptovaluta della città di New York. Per rimarcare ancora con maggiore forza la sua fiducia nelle criptovalute, ha anche chiesto che i suoi primi tre stipendi gli fossero versati in Bitcoin.

Eversione? Ma no!

Fino a ieri se una città si fosse messa ad emettere una sua valuta autonoma, sarebbe stato considerato un gesto eversivo nei confronti dello Stato. Ma da quando ci sono le criptovalute, ormai ognuno fa un po’ quello che gli pare. In sostanza, qualsiasi privato cittadino, qualsiasi squadra di calcio, qualsiasi Meme, qualsiasi barzelletta può emettere la propria valuta. Quindi figuriamoci se non può farlo una città. Da qui il titolo dell’articolo. Non abbiamo idea della velocità con cui questa moda comincerà propagarsi per il mondo, ma siamo relativamente certi che prima o poi approderà anche nei lidi del belpaese. Quindi preparatevi alle criptovalute di Firenze, di Taranto, di Catanzaro di Milano e perché no, anche delle piccole comunità montane. Il fenomeno delle criptovalute sta crescendo a vista d’occhio: fonti specializzate rivelano che attualmente il loro valore globale ha superato i 3000 miliardi di dollari. Non soltanto crescono continuamente di valore ma continuano a crescere anche di numero. Se, poi, le città del mondo cominciano a crearne di proprie, non osiamo immaginare a che cosa si arriverà.

La blockchain è una realtà affascinante. Da quando è tornata l’inflazione sembra anche un modo per difendersi dalla perdita di valore delle valute tradizionali. Tuttavia il rischio che possa trattarsi di una colossale bolla è assai elevato. Ormai le principali criptovalute e soprattutto il Bitcoin, sono utilizzate ed accettate in tantissimi contesti diversi e tanti circuiti di pagamento ormai le trattano alla stregua di valute tradizionali. Tuttavia le perplessità sono forti. Proprio tutti questi dubbi attorno a questo valore immenso che cresce apparentemente senza fine e senza senso, stanno spingendo le banche centrali e i regolatori dei vari paesi ad accelerare i tempi per una regolamentazione della materia. Si sa ben poco su sulla forma che assumerà questa regolamentazione, ma quello che è certo, è che dovrà avere il compito di scongiurare il deflagrare di una clamorosa bolla.

I regolatori dovranno evitare lo scoppio

Le criptovalute attualmente godono della simpatia della gente e sono considerate un qualcosa di molto fantasioso e creativo nonché un modo facile per fare soldi. Eppure si tratta di un fenomeno assai misterioso e complesso. L’auspicio di molti è che la regolamentazione della materia sia effettivamente incisiva nel creare meccanismi di garanzia e contrappesi anche se non sarà semplice crearne di efficaci. I sindaci di New York e di Miami ci tengono ad essere considerati degli avanguardisti in una tecnologia che oggi viene percepita come il futuro.

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Per loro è una questione di visibilità politica e di glamour mediatico. L’effetto a lungo termine di tutta questa generazione di valore dal nulla lo scopriremo nel tempo.

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Le criptovalute crescono sempre di valore e pertanto nessuno vuole sentirsi tagliato fuori da questo treno in continua corsa, eppure non mancano guru di Wall Street come Warren Buffett che in criptovalute non hanno mai investito neppure un centesimo.